Centro Astalli: seconda accoglienza in Italia inefficiente

Pubblicato il 11 aprile 2018 alle 6:01 in Immigrazione Italia

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Nonostante la diminuzione degli sbarchi in Italia riscontrata nel corso del 2017, anno in cui sono giunti via mare nel nostro Paese 119.369 migranti rispetto ai 181.436 del 2016, l’obiettivo di un sistema di accoglienza unico è ancora lontano.

È quanto emerge dal report annuale del Centro Astalli, il servizio dei gesuiti per i rifugiati, il quale denuncia l’inefficienza della seconda accoglienza in Italia. In particolare, il documento rende noto che i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) continuano a costituire la soluzione maggiormente utilizzata, mentre la rete del Sistema Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati (SPRAR), seppur in crescita, a luglio 2017 copriva soltanto il 15% dei 250.000 posti disponibili. Nonostante le autorità abbiano cercato di razionalizzare il sistema, spiega il report, la situazione su molti territori italiani non è in linea con quanto era stato prefissato. Nello specifico, il passaggio tra prima e seconda accoglienza si verifica con ritardi e soltanto per un numero limitato di persone, influendo negativamente sui processi di integrazione degli stranieri. Un altro aspetto importante sottolineato dal Centro Astalli è la presenza di un numero sempre maggiore di persone escluso dal sistema di accoglienza che vive per strada. A Roma, ad esempio, è stata riscontrata la presenza di numerosi richiedenti asilo che, avendo abbandonato i CAS delle altre regioni italiane dove erano stati accolti, non hanno più diritto alle misure di accoglienza e rimangono esclusi da ogni forma di supporto.

In merito alla diminuzione degli sbarchi registrata nei primi tre mesi del 2018 in Europa, il centro Astalli sostiene che non sia necessariamente una notizia positiva. Dalle perizie psichiatriche dei medici effettuate ai migranti che hanno trascorso lunghi periodi in Libia sono emersi racconti drammatici di esperienze che hanno segnato profondamente tali persone. Alla luce di ciò, il report suggerisce che le autorità prestino particolare attenzione a tali casi. Seppur le misure introdotte nel corso del 2017 per diminuire i flussi verso l’Europa siano state abbastanza efficaci, è evidente che i migranti sono costretti a rimanere per più tempo in Libia, dove sono soggetti ad abusi e torture, come più volte nel corso degli ultimi mesi dell’anno passato. Per di più, occorre tenere presente la drammatica situazione sulle isole greche, dove le persone continuano a restare intrappolati in un limbo, senza speranza e, in alcuni casi, senza le condizioni minime di una vita dignitosa.

Di fronte a tale quadro, il Centro Astalli esorta a migliorare l’accoglienza, suggerendo di impegnarsi maggiormente nel riconoscimento dei casi di maggiore vulnerabilità. Dal momento che i richiedenti asilo che arrivano in Italia hanno vissuto esperienze molto difficili, occorre dal loro un’attenzione adeguata. L’integrazione, aspetto che il ministro dell’Interno Marco Minniti ha definito “cruciale” per motivi di sicurezza in quanto evita la fusione tra immigrazione e terrorismo, è un processo che deve essere migliorato e velocizzato. Infine, conclude il report, è necessario “costruire ponti ogni giorno”. A tal fine, la scuola continua ad essere il luogo privilegiato dell’incontro e della formazione, a partire dall’esperienza concreta dei ragazzi, che vivono la pluralità ogni giorno, nelle loro classi.

Il sistema di accoglienza per i richiedenti asilo e i rifugiati nel territorio italiano è nato in seguito all’adozione del decreto legislativo 140/2005 di attuazione della direttiva europea 2003/9/CE, la quale stabilisce le norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri dell’Unione. Ad oggi, il sistema di accoglienza italiano è fondato su una normativa frammentata e composta da diverse leggi e decreti legislativi che, talvolta, rendono poco chiare le modalità di accoglienza e di integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Italia. In teoria, tale sistema è articolato in due fasi: la prima e la seconda accoglienza. Il 20 dicembre 2017, Minniti ha presentato il nuovo modello di accoglienza diffusa dei migranti al Maschio Angioino di Napoli, il cui obiettivo è quello di eliminare i grandi centri che, secondo il ministro, per quanto le autorità possano sforzarsi a gestirli, non possono essere considerati la principale via di integrazione in Italia. Nonostante le puntualizzazioni del Centro Astalli, occorre ricordare che, nella prima metà di marzo, diversi diplomatici stranieri hanno fatto visita all’hotspot di Pozzallo, in Sicilia, congratulandosi per l’attuazione del complesso sistema di accoglienza e per gli sforzi relativi alla gestione del fenomeno migratorio da parte delle autorità italiane.

L’Associazione Centro Astalli è la sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati-JRS, attiva dal 1981. Da oltre trent’anni è impegnata in numerose attività e servizi che hanno l’obiettivo di accompagnare, servire e difendere i diritti di chi arriva in Italia in fuga da guerre e violenze, non di rado anche dalla tortura. Il Centro Astalli si impegna inoltre a far conoscere all’opinione pubblica chi sono i rifugiati, la loro storia e i motivi che li hanno portati fin qui.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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