Migranti: allarme jihadisti nei flussi dalla Tunisia, arrestate 13 persone

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 11:46 in Immigrazione Italia

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La Guardia di Finanza palermitana ha scoperto nuovi flussi di migranti provenienti dalla Tunisia e diretti in Sicilia, tra cui sarebbero presenti anche sospettati jihadisti. Complessivamente, sono state arrestate 13 persone facenti parte di un’organizzazione criminale che compiva viaggi dalle coste tunisine a quelle siciliane a bordo di gommoni molto veloci, sui quali venivano fatti salire i migranti in cambio di una cospicua somma di denaro, compresa rea i 3.000 e i 5.000 euro ciascuno. Una volta attraccati in Sicilia, gli stranieri venivano fatti sfuggire ai controlli di sicurezza e alle procedure di identificazione, permettendo di far mantenere l’anonimato a coloro che approdavano con intenti di terrorismo, hanno spiegato gli inquirenti. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, all’interno della rete criminale ci sarebbero estremisti che hanno manifestato ostilità nei confronti della cultura occidentale mediante propaganda online. Tra questi, in particolare, sarebbe stata intercettata la conversazione di un individuo con un complice marocchino in cui veniva espressa l’intenzione di andare in Francia per commettere azioni pericolose.

L’operazione di fermo è stata compiuta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e dai finanzieri del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e della Compagnia di Marsala. I 13 arrestati sono di nazionalità tunisina, marocchina ed italiana, e sono stati accusati di appartenere ad “un’organizzazione criminale di carattere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri”. L’associazione, gestita da pregiudicati tunisini, operativa utilizzando trasporti particolarmente veloci, come gommoni carenati con motori fuoribordo, nella provincia tunisina di Nabuel e in quella italiana di Trapani. Ciò permetteva agli scafisti di trasportare i migranti dalla Tunisia all’Italia in circa 4 ore.

A fine marzo, l’aumento della minaccia terroristica nel Mediterraneo era stato evidenziato dal direttore esecutivo della Frontex, Fabrice Leggeri, il quale aveva reso noto che alcuni velivoli dell’agenzia europea avevano rilevato flussi di migranti che le autorità algerine, tunisine ed europee non avevano ancora intercettato. Tali flussi, a suo dire, costituiscono una grave minaccia alla sicurezza. Secondo un focus pubblicato dalla Frontex il 27 marzo, il traffico di esseri umani rimane una delle forme più proficue di criminalità organizzata, poiché genera miliardi di euro ogni anno che vanno a finire nelle mani degli scafisti. La maggior parte delle vittime di tale attività è originaria dell’Africa sub-sahariana, particolarmente dall’Africa occidentale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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