Azerbaijan: opposizione boicotterà le elezioni presidenziali

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 6:10 in Asia Azerbaigian

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I principali partiti di opposizione dell’Azerbaijan hanno deciso di boicottare le elezioni presidenziali, che si terranno mercoledì 11 aprile, poiché ritengono che l’attuale presidente in carica, Ilham Aliyev, manipolerà i risultati per poter essere rieletto.

Il presidente Aliyev ha assunto la carica nel 2003, succedendo a suo padre Heydar. Da allora ha rafforzato la sua posizione attraverso due referendum, il primo nel 2009 con cui ha eliminato il limite di due mandati per la carica presidenziale. Il secondo, invece, nel 2016 grazie al quale ha esteso il mandato presidenziale da cinque a sette anni.

Secondo l’opposizione entrambi i referendum sono stati di natura illegale e si sarebbero inseriti nel clima di repressione delle voci di dissenso, avviato dal presidente Aliyev a partire dal suo primo mandato. “In virtù di quanto già accaduto in passato sotto la presidenza di Aliyev, riteniamo che l’unico modo per far sentire la nostra voce sia boicottando le elezioni”, ha sottolineato Jamil Hasanly, capo del National Council of Democratic Forces.

Accanto all’attuale presidente Aliyev, altri sette candidati hanno deciso di concorrere alla carica presidenziale nelle elezioni di mercoledì 11 aprile. Tuttavia, i principali osservatori internazionali si sono uniti all’opposizione e hanno sollevato dubbi in merito alla sincerità degli altri candidati. “Dalle elezioni di mercoledì non ci aspettiamo una competizione realmente genuina, dal momento che i principali candidati alternativi all’attuale presidente o non rappresentano una reale alternativa politica o appoggiano indirettamente il presidente Aliyev”, ha fatto notare un portavoce dell’Office for Democratic Institutions and Human Rights.

Il presidente Aliyev, nel corso dei mandati precedenti, ha sfruttato le riserve energetiche del Paese e la sua posizione strategica per cercare un equilibrio nei rapporti con l’Unione Europea e la Russia. La prima, pur criticando l’impostazione autoritaria portata avanti dal presidente azero, ha coltivato i rapporti con il Paese nella speranza di trovare una fonte energetica alternativa alla Russia.

A seguito della diminuzione dei prezzi delle materie prime e delle risorse energetiche negli ultimi tre anni, tuttavia, l’economia dell’Azerbaijan si è indebolita, causando un aumento nei livelli di disoccupazione, soprattutto giovanile, e scatenando tensioni tra le fasce più ricche e quelle più povere della società. “Sono una casalinga e i miei due figli sono disoccupati. Il presidente non sta facendo niente per risolvere la situazione, per questo ho deciso di non votare alle elezioni presidenziali”, ha affermato Sanubar Aliyeva.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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