Armenia: si insedia il nuovo presidente Armen Sargsyan

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 6:07 in Armenia Europa

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Si è insediato ieri nel corso di una cerimonia tenutasi nel palazzo presidenziale di Erevan il nuovo presidente dell’Armenia, Armen Sargsyan. Il nuovo presidente ha giurato nelle mani del capo della chiesa armena, il Catholicos Karekin II.

Nato a Erevan nel 1953 e primo ministro del paese tra il 1996 e il 1997, Sargsyan, formalmente indipendente, è stato candidato dal Partito Repubblicano Armeno, al governo del paese, ed è il primo presidente eletto dopo la riforma costituzionale del 2015, che riduce notevolmente i poteri del capo dello stato e ne sopprime l’elezione diretta, delegandola al parlamento.

Con l’insediamento del nuovo presidente il comando delle forze armate è passato ufficialmente al primo ministro Karen Karapetyan.

Sargsyan è stato eletto il 2 marzo scorso con i voti del Partito Repubblicano Armeno e del Dashnak, la Federazione Rivoluzionaria Armena, il più antico partito politico del paese (fu fondato nel 1890). Al momento dell’elezione, conquistata con il voto favorevole di 90 deputati su 101, Sargsyan svolgeva da quasi 5 anni il ruolo di ambasciatore nel Regno Unito.

Il nuovo presidente succede a Serzh Sargsyan, eletto nel 2008 e confermato nel 2013 nell’ultima elezione a suffragio universale, con cui non ha rapporti di parentela, ma solo di omonimia. Serzh Sargsyan, come nella tradizione dei presidenti che lo hanno preceduto, continuerà la sua attività politica e in molti non escludono una sua futura candidatura a primo ministro.

L’elezione di una figura ben nota a Londra è interpretata come un segnale verso l’Occidente, con cui Erevan, pur essendo membro dell’Unione Eurasiatica di Vladimir Putin, intrattiene ottime relazioni. Lo scorso agosto il ministro degli esteri Nalbandian aveva lanciato un appello a Mosca e a Washington, intimando le due superpotenze a “non constringere Erevan a scegliere”, proprio in virtù della storia politica del paese, strettamente legata a Mosca, ma altrettanto vicina all’occidente, in particolare a Stati Uniti, Francia e Italia.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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