Ungheria: Orban eletto premier per la terza volta consecutiva

Pubblicato il 9 aprile 2018 alle 10:31 in Europa Ungheria

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Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha vinto le elezioni per la terza volta consecutiva. Secondo le stime del 95.1% dei voti effettuata dal National Election Office, il partito del premier, Fidesz – Unione Civica Ungherese, ha ottenuto oltre il 40.5% dei conensi, che si traducono in 133 seggi su 199 all’interno del Parlamento.

“Abbiamo vinto, l’Ungheria ha ottenuto una grande vittoria!”, ha commentato Orban subito dopo la diffusione dei risultati, aggiungendo che il popolo ungherese gli ha dato la possibilità di difendere il Paese. Se venisse confermato che il premier ha ottenuto i 2/3 della maggioranza, Orban avrebbe i poteri per cambiare le leggi costituzionali. Negli anni passati, l’Unione Europea aveva provato a limitare il suo governo, in quanto accusato di aver sfruttato il proprio potere per diminuire i principi democratici.

Dopo una prima parentesi tra il 1998 e il 2002, Orban è stato eletto nuovamente premier il 29 maggio 2010 e poi nell’aprile 2014. Quell’anno, per riconquistare ed assicurarsi il supporto popolare, ha lanciato una campagna ostile all’arrivo dei migranti, presentandosi come “protettore del Paese” a fronte della crisi migratoria che stava investendo l’Europa. A tale proposito, il primo ministro, in un discorso tenuto il 25 agosto 2014 davanti ad un corpo diplomatico ungherese, promise di introdurre politiche interne molto dure per gestire l’emergenza dei flussi migratori. In un primo momento, Orban mantenne la distinzione tra “migranti provenienti da Paesi membri dell’UE” e “migranti provenienti da Paesi terzi”, ma, nella primavera del 2015, il primo ministro decise di eliminarla, applicando le restrizioni indistintamente a tutti gli stranieri. In linea con tali politiche, il primo ministro ungherese, il 22 luglio 2015, ha annunciato la costruzione di una barriera protettiva lungo i 175 chilometri di confine meridionale dell’Ungheria con la Serbia, per impedire ai migranti illegali di attraversare le frontiere. Due mesi dopo, il 17 settembre, Orban ha ordinato la costruzione di una seconda barriera protettiva di 348 chilometri, lungo il confine ungherese con la Croazia. Successivamente, sono state istituite alcune “zone di transito” al confine con la Serbia, all’altezza di Tompa e Roszke, e al confine con la Croazia, all’altezza di Beremend e Letenye, rappresentate da una serie di containers dove vengono tutt’ora accolti gli individui in attesa di ricevere lo status di rifugiati. Prima della costruzione delle barriere, il numero medio di migranti che quotidianamente arrivavano in Ungheria era pari a 274. Successivamente, questi flussi sono stati ridotti, ma non completamente fermati.

Alla luce dei risultati delle ultime elezioni, è evidente che le politiche fortemente anti-migranti portate avanti da Orban sono state particolarmente apprezzate dal popolo ungherese. Ad avviso del ministro degli Esteri polacco ed inviato presso l’Unione Europea, Konrad Szymanski, la vittoria del premier ungherese è una dimostrazione della crescente emancipazione dei Paesi dell’Europa Centrale. “Un’emancipazione non volta a contrastare gli altri, ma a rendere l’Europa Centrale un partner europeo e dell’UE molto costruttivo”, ha precisato Szymanski.

Il rivale di Orban, Gabor Vona, del Jobbik Party, ha ottenuto il 20% dei voti, mentre il socialista Gergely Karacsony il 12%.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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