Turchia: la Francia sta favorendo i terroristi

Pubblicato il 8 aprile 2018 alle 10:17 in Francia Turchia

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Il presidente turco, Tayyip Erdogan, ha accusato la Francia di favorire i terroristi sostenendoli dall’Eliseo, in un alterco diplomatico tra i due membri della NATO in merito al sostegno di Parigi alle Syrian Democratic Forces (SDF).

Sabato 7 aprile, il presidente Erdogan, in un raduno di suoi sostenitori nella provincia turca sudoccidentale di Denizli, ha affermato: “Francia, stai favorendo il terrorismo, sostenendo i terroristi dall’Eliseo. Non riuscirai a giustificare questo fatto. Non potrai disfarti di questo fardello di terrore. Finché l’Occidente alleva questi terroristi, affonderai”.

Precedentemente, giovedì 5 aprile, la Turchia aveva già ammonito la Francia, esortandola a scegliere chi volesse come alleato nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria tra Ankara e i curdi, e a fare tutto il necessario per assicurarsi che i soldati curdi abbandonino la regione di Manbij, situata nel nord-est del Paese. Durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters dopo aver incontrato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il ministro per gli Affari Europei della Turchia, Omer Celik, aveva pertanto dichiarato: “I nostri alleati dovranno fare una scelta a favore della Turchia e non delle People’s Protection Units (YPG) nella lotta contro lo Stato Islamico” e ha aggiunto: “Vorrei sottolineare che ci aspettiamo che la Francia non faccia nulla per incoraggiare o sostenere le People’s Protection Units (YPG)”. In questo contesto, il ministro turco ha rifiutato la possibilità che la Francia svolga un ruolo di mediazione tra le due parti e ha ribadito che Parigi dovrebbe capire che i gruppi curdi siriani non sono diversi dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare ritenuto illegale da Ankara. In tal senso, Celik ha dichiarato: “Ogni aiuto offerto alle People’s Protection Units (YPG) verrà considerato un sostegno al terrorismo”.

Entrambe le critiche fanno seguito a un incontro del presidente francese, Emmanuel Macron, con una delegazione siriana che comprendeva anche i curdi delle People’s Protection Units  (YPG) e il loro distaccamento politico, il Partito dell’Unione Democratica (PYD). Tale incontro, avvenuto il 30 marzo scorso, è stato finalizzato ad assicurare il sostegno di Parigi al movimento siriano, e Macron ha promesso ai siriani di aiutarli a rendere salde le loro posizioni nella Siria settentrionale contro lo Stato Islamico. La Turchia ha commentato che tale promessa ha lo scopo di sostenere il terrorismo, e potrebbe fare della Francia il prossimo “target” militare della Turchia.

Le tensioni tra Parigi e Ankara rappresentano la maggiore disputa tra la Turchia di Erdogan e gli alleati occidentali in seno alla NATO. La Francia è uno dei principali Paesi che stanno criticando l’operato turco in merito alla campagna Ramo d’Olivo, nel nord della Siria. Tale offensiva è stata lanciata il 20 gennaio, con il duplice obiettivo di liberare il distretto di Afrin dal terrorismo e creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 km. Dopo la conquista della città di Afrin, avvenuta il 18 marzo, Ankara ha annunciato che la campagna sarebbe continuata fino a quando il “corridoio del terrore” attraverso Manbij, Ayn Al-Arab, Tell Abyad, Ras Al-Ayn e Qamishli fosse stato annientato. Già il 6 febbraio, il presidente turco aveva annunciato che l’operazione militare nel territorio siriano di Manbij avrebbe espulso le People’s Protection Units (YPG) dalla città e la avrebbe riconsegnata ai “proprietari arabi originari”. Più recentemente, il 22 marzo, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che le forze turche avrebbero allontanato dal territorio tutti i soldati delle People’s Protection Units (YPG) se Ankara non avesse raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per la realizzazione di un piano mirato ad allontanare i curdi dalla regione.

Ankara ha inoltre aspramente criticato l’appoggio statunitense alle People’s Protection Units (YPG); tanto la Francia quanto gli Stati Uniti stanno inviando armi e addestrando i soldati curdi, che combattono contro i militanti dello Stato Islamico in Siria. In merito al contributo americano e francese in Siria, a sostegno dei curdi, Erdogan si è detto fiducioso che i suoi alleati si facciano da parte con l’incedere dell’esercito turco.

Dopo l’incontro tra Macron e i curdi, un membro del Partito dell’Unione Democratica curda (PYD) aveva riferito che il presidente francese si sarebbe impegnato a inviare più truppe nel nord della Siria, a fornire aiuti umanitari e a spronare il raggiungimento di una soluzione diplomatica. L’Eliseo non ha mai confermato tale notizia, tuttavia, una fonte interna avrebbe affermato che Parigi potrebbe rafforzare l’intervento militare in Siria “all’interno della cornice esistente” della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro l’ISIS in Siria e in Iraq.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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