Niger: nessun ritiro delle truppe italiane

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 10:17 in Italia Niger

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Il ministero della Difesa italiano, tramite un comunicato, ha messo a tacere le voci inerenti a una possibile sospensione della missione nostrana nel Paese africano.

Nella serata di venerdì 6 aprile, lo Stato maggiore della Difesa italiano è intervenuto per smentire le ipotesi, circolate sulla stampa nel corso della giornata, relative a una possibile sospensione della missione italiana in Niger. Nel comunicato si legge che non vi sono ipotesi di ritiro del personale militare italiano, e che “in merito a quanto riportato da alcuni organi di stampa circa la sospensione della missione in Niger, si ribadisce quanto recentemente dichiarato pubblicamente dal capo di Stato maggiore, il generale Claudio Graziano, e cioè che stanno proseguendo le attività programmate del nucleo di ricognizione per attività di collegamento e preparazione, di intesa con le autorità nigerine, e di predisposizione all’approntamento della base italiana in Niger. Non ci sono quindi ipotesi di ritiro del personale militare italiano”. Pertanto, rende noto la Difesa, “la missione si svilupperà in pieno accordo con le autorità locali”. Inoltre, con riferimento a un ulteriore eventuale stop della prossima missione in Tunisia, il dispaccio informa che si tratta di un’iniziativa Nato di supporto tecnico-militare verso un Paese chiave per la sicurezza del fianco Sud, a cui l’Italia ha dato la propria disponibilità a partecipare e che si svilupperà in base alla definizione dei necessari accordi tra il Paese nordafricano e l’Alleanza Atlantica”.

Nelle ore precedenti di venerdì, era circolata l’indiscrezione di uno stop alle missioni del nostro Paese nei due Stati africani a causa di un ipotetico mancato accordo con le autorità politiche locali. In base alla medesima indiscrezione, si era inoltre diffusa la notizia che 40 soldati italiani sarebbero già in Niger, e che la loro sorte sarebbe a questo punto incerta. Era stata vagliata, in tale proposito, anche l’ipotesi di una responsabilità francese nella brusca interruzione alle missioni, e si era sospettato che il governo di Parigi avesse fatto pressioni affinché l’Italia restasse fuori da giochi africani. In merito a questa eventualità, si era pronunciato l’ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Leonardo Tricarico, commentando per il quotidiano Il Messaggero l’atteggiamento francese verso gli italiani per quanto riguarda le missioni in Africa. Secondo Tricarico, in alcuni Paesi, le autorità francesi hanno un ruolo da “operatore dominante”, e ciò spiegherebbe un atteggiamento inizialmente benevolente e favorevole dei governanti nigeriani verso l’Italia, seguito dal recente voltafaccia”.

In data 13 dicembre 2017, in occasione del vertice per il G5 Sahel, il presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, aveva reso noto che l’Italia avrebbe presto inviato circa 500 soldati e 150 veicoli militari in Niger per contribuire alla lotta contro il terrorismo e il traffico di esseri umani nella regione del Sahel. Non si tratta di un nuovo dispiegamento di forze militari, aveva puntualizzato il premier in tale occasione, ma di uno spostamento in Niger di parte di quelle già impegnate in altre missioni all’estero, in primo luogo le truppe operative in Iraq. Nel successivo mese di gennaio, mercoledì 17, in seguito a tale proposta del governo, il Parlamento italiano ha autorizzato una presenza massima di 470 uomini. Attualmente sul posto vi sono circa 40 soldati italiani, i quali si stanno occupando di preparare il terreno al resto del contingente. Entro giugno sono attesi altri 120 militari. Per quanto concerne invece la Tunisia, le operazioni militari avvengono nel quadro di una missione Nato alla quale l’Italia ha fornito il suo sostegno con 60 soldati, insieme a un contributo economico di 5 milioni di euro. Scopo di questa missione è assistere la Tunisia nella costituzione di un comando di brigata – richiesto dal governo tunisino – e rafforzare le capacità di controllo delle frontiere e della lotta al terrorismo locale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti italiane e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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