Lettonia: la marcia dei russofoni contro la riforma della scuola

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 6:02 in Repubbliche Baltiche Russia

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Circa un migliaio di residenti russofoni della Lettonia si sono uniti alla “Marcia dei genitori arrabbiati” nel centro di Riga lo scorso 4 aprile, dopo la decisione del presidente Raymonds Vejonis di promulgare una legge sulla lingua d’insegnamento nelle scuole. La nuova norma prevede la conversione totale delle scuole russofone al lettone come lingua di insegnamento entro l’anno scolastico 2021-2022.

“Portiamo un marchio nero per il presidente, perché lui ha giurato di essere il presidente di tutto il popolo della Lettonia, e ora ha preso una decisione contro il proprio popolo” – ha detto uno degli organizzatori della manifestazione. Alla manifestazione hanno preso parte esponenti di tutte le minoranze della Lettonia, dai polacchi agli ucraini, le cui lingue saranno insegnate ai figli come “lingua straniera”. Già il 24 febbraio una manifestazione simile aveva portato a Riga migliaia di persone.

Il parlamento lettone ha approvato in terza lettura definitiva, lo scorso 23 marzo, gli emendamenti alla legge sull’istruzione, che prevede la conversione totale delle scuole al lettone come lingua di insegnamento entro l’anno scolastico 2021-2022. Finisce dunque la lunga epoca dell’istruzione bilingue, garantita sin dall’indipendenza della Lettonia dall’Unione Sovietica nel 1991. 

La riforma è stata presentata dal ministro dell’istruzione Karlis Šadurskis, ribattezzato dalla minoranza russofona “Karlis il nero”, tanto che i manifestanti hanno lasciato un laccio nero nei pressi del Castello di Riga, sede della presidenza della repubblica, a monito di quella che definiscono “la resa del presidente dinanzi ai nazionalisti”.

Dei circa 2,2 milioni di abitanti della Lettonia (inclusi i circa 250.000 “non cittadini”) un quarto sono russi etnici e poco meno del 40% parla il russo come prima lingua. Nella repubblica baltica la lingua di stato è lettone, il russo ha lo status di lingua straniera nonostante sia utilizzato come lingua di comunicazione con gli stranieri soprattutto da parte delle generazioni meno giovani. 

Le autorità russe sono estremamente critiche sui tentativi del Ministero della Pubblica Istruzione della Lettonia di sradicare la lingua russa dal sistema educativo. Il ministero degli Esteri russo ha ripetutamente richiamato l’attenzione delle agenzie per i diritti umani delle Nazioni Unite, della UE, dell’OSCE, del Consiglio d’Europa sulla politica discriminatoria delle autorità lettoni nella sfera linguistica.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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