Gaza: giornalista palestinese ucciso dal fuoco israeliano

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 16:06 in Israele Palestina

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Un giornalista palestinese è morto in seguito alle ferite riportate venerdì 6 aprile, giorno in cui un proiettile, sparato dalle forze israeliane, lo ha colpito mentre filmava le proteste che stanno avendo luogo lungo il confine tra Gaza e Israele.

Nella giornata di sabato 7 aprile, il 30enne Yaser Murtaja, cameraman per Palestinian Ain Media, è deceduto in ospedale, in seguito alle ferite riportate il giorno precedente. Si tratta del 29simo palestinese ucciso dalle forze israeliane dall’inizio delle proteste, venerdì 30 marzo, a oggi. Alcuni membri dell’équipe sanitaria hanno spiegato che un proiettile aveva perforato l’addome del ragazzo. Una portavoce dell’esercito israeliano, presente sul luogo delle manifestazioni, ha declinato l’invito dei giornalisti a commentare la vicenda.
Un fotogafo freelance anch’esso presente sul posto, Ashraf Abu Amra,  ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che si trovava a fianco a Murtaja quando quest’ultimo è stato colpito. Il ragazzo, ha confermato Abu Amra, indossava regolarmente sia l’elmetto protettivo sia un giubbotto antiproiettile, e sia il fotografo sia il cameraman erano chiaramente identificabili come giornalisti. Abu Amra ha affermato che stavano documentando con foto e videocamera il momento in cui i giovani davano fuoco ad alcuni copertoni di automobili. Si trovavano, in quell’istante, a circa 250 metri di distanza dal recinto di delimitazione, posto dalle forze israeliane lungo il confine tra Gaza e Israele. Il fotografo ha spiegato che i militari israeliani hanno comunque aperto il fuoco sulla folla. Insieme a Murtaja, Abu Amra stava riprendendo l’avvenimento, quando il collega si è accasciato al suolo perdendo copiosamente sangue. Dall’entità del dissanguamento, ha aggiunto il fotografo, era da subito evidente che la ferita fosse molto grave. A quel punto, ha continuato Abu Amra, i soccorsi lo hanno portato via.  Ad attestare questa seconda parte della testimonianza vi sono alcune riprese, in cui si vede che Murtaja viene issato su una barella tra la folla e portato su un’ambulanza.

Almeno altri 3 giornalisti sono stati feriti dal fuoco israeliano in zone limitrofe nella giornata di venerdì 6 aprile, hanno reso noto gli ufficiali di Gaza. Finora, non ci sono vittime dalla parte israeliana. La risposta violenta di Israele alla protesta palestinese ha destato critiche e condanne internazionali; gruppi umanitari hanno affermato che l’esercito israeliano ha sparato vere pallottole sulla folla, la quale stava manifestando in maniera pacifica. Israele ha risposto che sta facendo quanto è necessario per difendere i propri confini, e che le sue truppe hanno agito di conseguenza a provocazioni violente dei palestinesi che prendevano parte all’evento.

Hamas, il gruppo islamista operativo a Gaza, ha fatto sapere che le proteste continueranno. Le autorità israeliane sostengono che molti dei morti nella protesta attualmente in corso fossero membri militanti di Hamas, e che tale gruppo – designato a tutti gli effetti come terroristico dai Paesi occidentali – stia usando la manifestazione come copertura per portare avanti attacchi mirati lungo il confine, mettendo deliberatamente in pericolo le vite dei civili. Hamas ha respinto tale accusa. Il governo israeliano ha mobilitato tiratori scelti lungo il confine per evitare sconfinamenti di frontiera o sabotaggio della recinsione di delimitazione tra Gaza e Israele.

I dimostranti hanno rinnovato l’antica richiesta, rivolta alle autorità israeliane, di concedere ai rifugiati palestinesi il diritto di ritornare nei villaggi e nelle città dalle quali erano fuggiti con le proprie famiglie, o dalle quali erano stati allontanati loro malgrado, quando venne creato lo Stato di Israele, il 14 maggio 1948. Il governo israeliano ha sempre rifiutato di concedere una simile permissione, temendo che il Paese perderebbe, altrimenti, la propria maggioranza ebraica

Nella giornata di venerdì 6 aprile, i soldati israeliani avevano sparato contro la folla di palestinesi che manifestava nel territorio di confine tra Israele e la Striscia di Gaza, uccidendo 4 persone e ferendone almeno 250 persone, delle quali 5 sarebbero in gravi condizioni, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute di Gaza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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