Afghanistan: raid aereo, muore comandante ISIS

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 11:33 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze militari afghane hanno ucciso un importante comandante dello Stato Islamico nel corso di un raid aereo, hanno riferito alcuni ufficiali della sicurezza locale.

Nel pomeriggio di giovedì 5 aprile, un drone appartenente all’esercito afghano ha effettuato un raid aereo contro i militanti islamici nel distretto di Darz Aab, all’interno della provincia Jawzjan, nell’Afghanistan settentrionale. Hanif Rezaee, portavoce della forza aerea dell’Esercito Nazionale afghano, ha reso noto che, durante tale operazione militare, è stato ucciso un importante comandante dello Stato Islamico, Qari Hekmat. Stando a quanto ha riferito Rezaee, il successore di Hekmat, subito designato dallo Stato Islamico e operativo nel nord del Paese, è Mawlavi Habib Ur Rahman.

Qari Hekmat era il figlio di Tohir Yoʻldosh, il fondatore del movimento islamico dell’Uzbekistan. Hekmat è stato per lungo tempo un comandante delle fila talebane nella provincia afghana di Jowzjan, nonché governatore del gruppo terroristico limitatamente al distretto di Darzab. Nel novembre 2015, dopo aver accusato una donna di adulterio, Hekmat ha cercato di farla lapidare a morte, ma ciò non gli è stato permesso. Questa vicenda ha condotto alla sua espulsione dal gruppo talebano per la perpetrazione di attività crudeli. Nel mese di ottobre 2016, si è affiliato all’ISIS. Successivamente, è diventato il comandante di almeno 200 uomini armati dello Stato Islamico, e si è recato nel distretto afghano di Qush Tepa, dove ha sconfitto i talebani locali e ha, in un secondo tempo, contribuito alla creazione di una nuova e solida roccaforte dell’ISIS nel Paese afghano. Nel 2017, il governatore della provincia di Sar-e-Pul ha confermato che Hekmat stava portando avanti il reclutamento di nuovi affiliati jihadisti sul posto.

Lo Stato Islamico è apparso in Afghanistan per la prima volta nel 2015. I suoi militanti sono attivi sia nella provincia orientale di Nangarhar, al confine con il Pakistan, sia nella regione settentrionale del Paese. Seppure con differenti obiettivi, tanto il governo di Kabul, sostenuto dalle potenze occidentali, quanto i militanti islamisti del gruppo talebano, sono impegnati sul territorio nella lotta contro lo Stato Islamico. Il governo vuole sconfiggere il terrorismo locale, i jihadisti dell’ISIS intendono sottrarre al gruppo rivale il controllo del territorio. Se prima del 2015 i fenomeni di violenza settaria erano piuttosto infrequenti nel Paese, la cui maggioranza religiosa è sunnita, a partire da tale anno in poi si sono verificati numerosi attacchi, nella maggior parte dei casi rivendicati dallo Stato Islamico, il quale ha ucciso centinaia di fedeli sciiti.

Nel mese di marzo 2018, l’ISIS ha rivendicato l’attacco effettuato da alcuni attentatori suicidi presso le moschee sciite di Herat, il 25 marzo, e Kabul, il 21 marzo; in tali attentati sono morte rispettivamente una e 32 persone.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.