USA sanzionano 38 individui tra oligarchi e ufficiali governativi russi

Pubblicato il 6 aprile 2018 alle 17:27 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro 38 uomini d’affari, ufficiali governativi e compagnie russe associate al presidente Vladimir Putin, in quella che Reuters ha definito una delle mosse più aggressive effettuate da Washington per punire gli atteggiamenti della Russia. Tale decisione, presa sotto la pressione del Congresso, congelerà gli asset negli Stati Uniti degli oligarchi russi, tra cui figurano Oler Deripaska e Suleiman Kerimov, la cui famiglia è il principale produttore di oro della Russia. Complessivamente, sono state sanzionate 17 compagnie e 17 ufficiali del Cremlino. “Il governo russo sta effettuando una serie di attività maligne in tutto il mondo, tra cui l’occupazione della Crimea, la violenza nell’est dell’Ucraina, il supporto al regime del presidente siriano Bashar al-Assad, il tentato sovvertimento delle democrazie occidentali e i cyber attacchi”, ha spiegato il segretario del Tesoro americano, Steve Mnuchin.

Le nuove misure potrebbero avere ripercussioni negative sull’economia russa, specialmente sui settori finanziario ed energetico. La Russia è stata accusata dalla Gran Bretagna e dagli USA di aver commesso un attacco chimico per uccidere l’ex spia russa Sergei Skripal, che ha colpito anche la figlia Julia il 4 marzo a Salisbury, in Inghilterra. In reazione, il 16 marzo, Washington ha ordinato l’espulsione di 60 diplomatici russi, chiudendo anche il consolato russo a Seattle. Nei giorni successivi, più di 100 funzionari russi sono stati espulsi da più di 20 Paesi tra l’Europa e il Nord America in segno di aperta condanna nei confronti di Mosca per l’avvelenamento di Skripal. Per tutta risposta, il 29 marzo, Mosca ha ordinato l’espulsione di 60 diplomatici americani e la chiusura del consolato statunitense a San Pietroburgo.

Tra le altre motivazioni delle sanzioni statunitensi, gli ufficiali americani hanno indicato anche la presunta interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e alcuni cyber attacchi compiuti dalla Russia nei confronti di alcune strutture nucleari.

Fin dall’inizio del proprio mandato presidenziale, iniziato il 20 gennaio 2017, nonostante lo scandalo delle interferenze russe nella campagna elettorale americana, il presidente Trump aveva sempre espresso il desiderio di mantenere buone relazioni con Mosca. Per lungo tempo, il leader della Casa Bianca ha fatto adirare i membri del Congresso, i quali chiedevano l’adozione immediata di sanzioni e misure restrittive nei confronti della Russia.

Il legislatore russo Konstantin Kosacehv, presidente del comitato per gli affari internazionali del Parlamento russo, ha definito le nuove sanzioni “infondate e ostili. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa, Sputnik International, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che Mosca non ha avuto ancora alcuna conferma ufficiale riguardo alle sanzioni statunitensi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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