L’ISIS rinnova la lealtà ad Al-Baghdadi

Pubblicato il 5 aprile 2018 alle 9:24 in Iraq Siria

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I membri dello Stato Islamico hanno giurato di nuovo la loro lealtà all’autoproclamatosi califfo Abu Bakr Al-Baghdadi. Si tratta del primo giuramento di alleanza pubblico dalla caduta del califfato in Siria e in Iraq.

In un comunicato, pubblicato attraverso i loro social media, i membri dell’ISIS hanno dichiarato: “Per esasperare e terrorizzare gli infedeli, rinnoviamo la nostra promessa di lealtà nei confronti del comandante dei credenti e califfo dei musulmani, il mujahid Abu Bakr Al-Baghdadi Al-Hussaini Al-Qurashi, possa Dio avere cura di lui”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, si tratterebbe del primo giuramento pubblico dei membri dell’ISIS nei confronti del proprio leader dalla sconfitta del califfato. In Iraq, il primo ministro, Haider al-Abadi, aveva annunciato che le forze irachene avevano scacciato gli ultimi combattenti dello Stato Islamico dal Paese, il 9 dicembre 2017,  dopo tre anni di occupazione. In Siria, la notizia della sconfitta militare dell’ISIS era stata data dal presidente russo, Vladimir Putin, il 6 dicembre 2017.

La fine del califfato ha costretto i militanti dell’ISIS a cambiare strategia e il gruppo si è trasformato da un’organizzazione di insorti, con roccaforti fisse, a una rete terroristica clandestina, sparpagliata nella regione e nel mondo. Oltre a ciò, lo Stato Islamico continua a colpire la Siria, l’Iraq e la Libia, attraverso bombardamenti, agguati e assassinii.

In merito all’autoproclamatosi califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, le notizie su di lui sono scarse. Il 12 febbraio, il direttore generale dell’ufficio dell’intelligence e del controterrorismo del Ministero dell’Interno iracheno, Abu Ali Al-Basri, aveva riferito che il leader dello Stato Islamico sarebbe vivo e si starebbe nascondendo nel deserto siriano, che si trova nel governatorato di Deir Ezzor, al confine con l’Iraq, tuttavia il suo stato di salute lo avrebbe costretto a cedere la leadership dell’organizzazione. La notizia era stata confermata anche da alcuni funzionari americani, i quali aevano riferito alla CNN che le ferite di Al-Baghdadi non lo avrebbero messo in pericolo di vita, ma gli avrebbero impedito di gestire le operazioni giornaliere dell’organizzazione, costringendolo a cedere il controllo del gruppo.

Precedentemente, Al-Baghdadi era stato avvistato il 6 novembre 2017, quando una fonte dell’Intelligence aveva riferito che il califfo era fuggito dalla cittadina di Rawa, situata nel governatorato iracheno di Al-Anbar, sulle rive del fiume Eufrate, alla volta del governatorato siriano di Deir Ezzor, in Siria. La fuga era avvenuta dopo che le forze irachene erano entrate nella città di Al-Qaim, situata a circa 80 km di distanza da Rawa, liberandola dall’occupazione dei jihadisti.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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