Israele: re Salman rettifica la posizione dell’Arabia Saudita

Pubblicato il 5 aprile 2018 alle 16:23 in Arabia Saudita Israele

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Il sovrano dell’Arabia Saudita, re Salman, ha ribadito la posizione del Regno in merito alla questione israelo-palestinese, rettificando le dichiarazioni rilasciate qualche giorno prima dal principe e ereditario, Mohammed bin Salman.

In occasione di un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che si è svolto martedì 3 aprile, re Salman ha sottolineato l’importanza di fare progressi nel processo di pace israelo-palestinese e ha ribadito “la posizione ferma del Regno in merito alla questione palestinese, oltre al diritto legittimo del popolo palestinese ad avere uno Stato indipendente, con capitale Gerusalemme”.

Le dichiarazioni del monarca mirano a rettificare le affermazioni del principe ereditario saudita. In un’intervista rilasciata da bin Salman alla rivista americana The Atlantic, pubblicata lunedì 2 aprile, il principe aveva dichiarato di “riconoscere al popolo ebraico il diritto di avere un proprio Stato, accanto a quello palestinese”. In questo senso, bin Salman aveva affermato: “Credo che ogni popolo, ovunque, abbia il diritto di vivere in una nazione pacifica. Credo che i palestinesi e gli israeliani abbiano il diritto di avere i loro Stati, ma dobbiamo avere un accordo di pace per assicurare la stabilità per tutti, oltre a relazioni normali”.

Mercoledì 4 aprile, il Movimento per il Jihad islamico in Palestina e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina hanno respinto le dichiarazioni del principe ereditario saudita, etichettandole come “ostili nei confronti del popolo palestinese”. In questo contesto, un esponente del Movimento per il Jihad islamico in Palestina, Daoud Shihab, ha dichiarato che le affermazioni di bin Salman costituirebbero “un declino ripido e pericoloso, mirato a soddisfare l’America e Israele, a scapito dei diritti arabi e islamici” e ha sottolineato che “il diritto del popolo palestinese alla propria terra è assoluto e non relativo e non può essere diviso o compromesso”.

In merito alle affermazioni di bin Salman si è espresso anche la guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, il quale, mercoledì 4 aprile, ha dichiarato che le negoziazioni con Israele costituirebbe uno “sbaglio imperdonabile”.

Arabia Saudita e Israele non hanno relazioni diplomatiche, anche se recentemente si è assistito a un disgelo dei rapporti. Il 16 novembre 2017, durante un’intervista con il quotidiano saudita Elaph, il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Gadi Eisenkot, aveva dichiarato che Israele sarebbe stato pronto a collaborare con l’Arabia Saudita per far fronte al piano dell’Iran  “di controllare il Medio Oriente”. Secondo quanto riferito dal generale iraniano, l’espansione dell’influenza iraniana nella regione costituirebbe un motivo di preoccupazione sia per Israele sia per l’Arabia Saudita.

Israele e Arabia Saudita considerano l’Iran come la principale minaccia in Medio Oriente. Le crescenti tensioni tra Riad e Teheran avrebbero spinto la monarchia saudita e Israele a rafforzare la loro cooperazione per affrontare il nemico comune. Il 7 novembre 2017, l’Arabia Saudita aveva accusato l’Iran di “aggressione militare diretta”  in seguito al lancio di un missile da parte degli Houthi contro Riad, avvenuto il 5 novembre. Riad ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento delle armi ai ribelli yemeniti, tra cui i missili balistici che gli Houthi utilizzano per colpire il territorio saudita. L’Iran ha sempre respinto le accuse dell’Arabia Saudita, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti giungerebbero in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen. Da parte sua, Israele è molto preoccupato per l’alleanza tra Damasco e Teheran e teme che l’Iran stia trasformando la Siria in una fortezza miliare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare il proprio Stato, secondo quanto affermato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 28 agosto 2017 a Tel Aviv, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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