Israele preparato ad aprire il fuoco contro i manifestanti

Pubblicato il 5 aprile 2018 alle 17:26 in Israele Palestina

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Le Forze israeliane sono preparate per aprire il fuoco contro i manifestanti nella Striscia di Gaza venerdì 6 aprile, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman.

Giovedì 5 aprile, in occasione di un’intervista alla radio, il ministro della Difesa ha dichiarato: “Se ci saranno provocazioni, ci sarà una reazione molto dura, come la scorsa settimana” e ha aggiunto: “Non abbiamo intenzione di cambiare le regole d’ingaggio”.

La scorsa settimana, i soldati israeliani avevano aperto il fuoco contro i manifestanti, causando la morte di 16 persone disarmate, che protestavano nel territorio di confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Le manifestazioni, note anche con il nome di Marcia del Ritorno, sono iniziate venerdì 30 marzo, in occasione dell’anniversario dello Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, che si commemora il 30 marzo. Durante le proteste sono state uccise 19 persone, di cui 16 soltanto nel primo giorno di proteste, e altre 1.416 persone sono rimaste ferite. Le manifestazioni dovrebbero concludersi il 15 maggio, giorno in cui il popolo palestinese commemora lo Yawm Al-Nakba, il Giorno della Nakba, in cui si ricorda l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi dal territorio di Israele, avvenuto nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, la cui indipendenza viene festeggiata il giorno precedente, il 14 maggio. Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa israeliane, alle manifestazioni avrebbero preso parte più di 30.000 persone. Durante le proteste, i palestinesi avrebbero lanciato pietre contro i soldati israeliani, che avrebbero risposto aprendo il fuoco contro i manifestanti e lanciando gas lacrimogeni.

I soldati israeliani avevano ricevuto il permesso di aprire il fuoco contro i manifestanti dal capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa israeliane, il tenente generale Gadi Eizenkot, il quale, il 28 marzo, due giorni prima dell’inizio della Marcia del Ritorno, aveva annunciato: “Abbiamo schierato più di 100 tiratori scelti che sono stati chiamati da tutte le unità militari, prima fra tutte le forze speciali. Se le vite sono in pericolo, hanno il permesso di aprire il fuoco”. Le forze israeliane avevano specificato che i cecchini avrebbero utilizzato munizioni vere soltanto se i manifestanti avessero violato la barriera di confine o i soldati si fossero trovati in pericolo.

Nel contesto dell’escalation di violenza al confine tra la Striscia di Gaza e Israele, giovedì 5 aprile, un raid aereo israeliano ha causato la morte di un palestinese, che si trovava nel territorio di confine tra la Striscia di Gaza e Israele. In merito all’accaduto, l’esercito israeliano ha dichiarato che un jet da combattimento israeliano avrebbe “colpito un terrorista armato vicino alla barriera di confine” e ha aggiunto che non avrebbe “permesso a nessuno di fare del male alla sicurezza o ai civili israeliani”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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