Arabia Saudita: Houthi provano a colpire un impianto petrolifero

Pubblicato il 5 aprile 2018 alle 11:19 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita ha intercettato un missile lanciato dagli Houthi contro la città di Jizan, situata nel territorio meridionale del Regno. Il razzo sarebbe stato diretto contro un impianto petrolifero di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, secondo quanto riferito dai ribelli yemeniti.

Il missile, lanciato nella serata di mercoledì 4 aprile, sarebbe stato sparato dalla città di Saada, situata nel nord dello Yemen, e avrebbe ferito alcune persone in un quartiere residenziale di Jizan, stando alle informazioni fornite dalla coalizione araba, a guida saudita, che combatte nel Paese.

Si tratta del secondo attacco lanciato dagli Houthi contro il territorio saudita in meno di 48 ore. Il giorno precedente, martedì 3 aprile, i ribelli avevano lanciato un razzo contro una petroliera saudita, che stava navigando in acque internazionali, a ovest del porto yemenita di Hodeida. L’attacco era stato prontamente sventato dall’intervento di una nave della Marina militare della coalizione e aveva causato pochi danni alla petroliera, che era riuscita a raggiungere la destinazione senza ulteriori intoppi.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, gli attacchi degli Houthi contro il territorio saudita si sarebbero intensificati negli ultimi giorni come segno di vendetta nei confronti dei bombardamenti della coalizione araba in Yemen. Lunedì 2 aprile, in particolare, un attacco aereo della coalizione aveva causato la morte di 12 civili, tra i quali 7 bambini, nella città costiera di Hodeida. L’episodio era stato definito dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) “uno degli attacchi più mortali per i bambini dall’inizio del conflitto in Yemen”, avvenuto nel marzo 2015.

Il primo attacco degli Houthi contro il territorio saudita era avvenuto il 4 novembre 2017, quando gli Houthi avevano lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale dell’Arabia Saudita. Le forze della coalizione avevano tempestivamente intercettato il razzo, che era stato dirottato in una zona disabitata a est dell’aeroporto. L’episodio più grave si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona.

Riad ritiene l’Iran responsabile di fornire agli Houthi i missili balistici con cui i ribelli cercano di colpire l’Arabia Saudita. Già qualche giorno dopo il lancio del primo razzo dallo Yemen, il 7 novembre, il principe saudita, Mohammed bin Salman, aveva accusato Teheran di “aggressione militare diretta”, che sarebbe stata considerata un “atto di guerra”, e di fornire missili balistici agli Houthi “con l’obiettivo di colpire il Regno [dell’Arabia Saudita], il suo popolo e i suoi interessi vitali”. Più recentemente, il 26 marzo, quando il portavoce della coalizione araba, a guida saudita, Turki Al-Malki, aveva minacciato Teheran di ritorsioni, dopo che i missili lanciati dagli Houthi contro il territorio saudita avevano causato la morte di una persona e il ferimento di altre due.

Da parte sua, l’Iran sempre respinto le accuse dell’Arabia Saudita, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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