Turchia – Russia – Iran: secondo vertice trilaterale sulla Siria

Pubblicato il 4 aprile 2018 alle 13:29 in Medio Oriente Siria

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I presidenti di Turchia, Russia e Iran si incontreranno mercoledì 4 aprile a Istanbul per discutere la situazione della Siria e velocizzare il processo di pace nel Paese. Si tratta del secondo vertice trilaterale nel giro di sei mesi.

Il primo summit trilaterale si era svolto il 22 novembre 2017 nella città russa di Sochi. In tale occasione, il presidente russo, Vladimir Putin, e i suoi omologhi iraniano, Hassan Rouhani, e turco, Recep Tayyip Erdogan, si erano riuniti per definire il futuro della Siria e accelerare il processo di pace nel Paese, martoriato dalla guerra dal 15 marzo 2011. In tale occasione, che era stata definita “storica” da giornalisti e politici, i tre capi di stato avevano altresì ribadito il loro impegno nella lotta contro il terrorismo in Siria e avevano trovato un accordo per porre le basi per le future sfere di influenza.

Ankara, Teheran e Mosca stanno lavorando a stretto contatto per trovare un accordo di pace alla crisi siriana, nonostante abbiano interessi diversi all’interno del Paese. In particolare, la Russia e l’Iran sostengono le forze del presidente siriano, Bashar Al-Assad, mentre la Turchia sostiene l’opposizione siriana ed è impegnata nella lotta contro i curdi nel nord della Siria.

Prima del summit trilaterale, il presidente turco ha incontrato singolarmente le proprie controparti russa e iraniana. Nella mattinata di mercoledì 4 aprile, è stata la volta della riunione tra Erdogan e Rouhani. Prima di lasciare Teheran alla volta di Istanbul, il presidente iraniano aveva dichiarato che le forze straniere che operano in Siria senza il consenso del governo siriano avrebbero dovuto lasciare il Paese, riferendosi in particolare a Turchia e Stati Uniti. In questo contesto, nella serata di martedì 3 aprile, Rouhani aveva dichiarato: “L’Iran crede che la presenza di forze straniere in Siria, che non hanno l’autorizzazione del governo siriano, sia illegale e debba essere fermata” e ha aggiunto: “L’intervento delle forze straniere, che sono entrate in Siria senza permesso, hanno aggiunto un problema al Paese”. In merito al summit trilaterale, il capo di stato iraniano aveva affermato: “L’oggetto di questi negoziati è il futuro della Siria” e aveva aggiunto che, durante il precedente incontro, le tre parti avevano preso decisioni importanti in merito alla questione, tra le quali la creazione di zone cuscinetto.

Il giorno precedente all’incontro tra Erdogan e Rouhani, martedì 3 aprile, il presidente turco aveva incontrato la controparte russa. Durante il meeting, Erdogan e Putin avevano ribadito il proprio impegno nel continuare a collaborare, “focalizzandosi sugli interessi comuni in Siria”. In tale occasione, i due capi di stato hanno rinnovato la loro alleanza anche in campo economico. Putin aveva lanciato la costruzione della prima centrale nucleare in Turchia, che verrà costruita nella regione di Mersin. Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, una volta completata, la centrale fornirà il 10% del fabbisogno energetico turco e costituirà il primo passo per lo sviluppo delle infrastrutture nucleari nella regione. Il presidente russo ha altresì promesso di velocizzare l’ordine di acquisto del sistema di difesa missilistico S-400, del valore totale di 2 miliardi di dollari, fatto dalla Turchia il 13 settembre 2017. Inizialmente, la spedizione dell’ordine era prevista per i primi mesi del 2020, mentre, durante l’incontro, le due parti hanno concordato sull’anticipo della spedizione, che dovrebbe essere consegnato entro il luglio 2019, secondo quanto riferito dal sottosegretario alla Difesa turco, Ismail Demir.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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