Israele: gli estremisti palestinesi hanno un nuovo obiettivo

Pubblicato il 4 aprile 2018 alle 16:27 in Israele Palestina

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Israele ha arrestato 10 palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza, con l’accusa di aver pianificato un attacco contro le forze israeliane. Il piano includeva il lancio di un missile contro un’imbarcazione della Marina miliare e il rapimento dei soldati che si trovavano a bordo, secondo quanto riferito dall’Intelligence israeliana.

Stando alle informazioni fornite dai Servizi Segreti, i sospettati avrebbero pianificato di rapire i soldati israeliani per utilizzarli come merce di scambio, dopo aver danneggiato l’imbarcazione militare con un missile anticarro guidato Kornet. Mercoledì 4 aprile, è stato confermato il fermo della mente dell’attacco, Amin Juma’a, un 23enne membro del movimento per il Jihad islamico in Palestina, un gruppo militante palestinese, e di altre due persone, mentre 7 sospettati sarebbero stati rilasciati.

L’accaduto, la cui notizia è stata diffusa mercoledì 4 aprile, sarebbe avvenuto il 12 marzo. I sospettati sarebbero stati arrestati dopo che le imbarcazioni su cui si trovavano gli uomini si erano allontanate dalla zona in cui è consentita la pesca, a largo della striscia di Gaza. I Servizi Segreti hanno riferito che, secondo il piano ordito dagli uomini, una imbarcazione sarebbe servita come esca per attirare la nave israeliana e la seconda per raggiungere la nave danneggiata, al fine di rapire i soldati che si trovavano a bordo.

La mente dell’attacco sarebbe accusata di essere in contatto con il movimento per il Jihad islamico in Palestina dal 2016 e di esserne diventato membro nell’agosto 2017. Dopo la morte di alcuni militanti nella distruzione di un tunnel, che collegava la Striscia di Gaza a Israele, da parte delle forze israeliane, a Juma’a sarebbero stati offerti 5.000 dollari per prendere parte a un attacco contro la Marina israeliana. L’uomo è sospettato anche di aver contrabbandato materiale esplosivo e armi dall’Egitto verso la Striscia di Gaza in tre diverse occasioni degli ultimi 10 anni.

I Servizi Segreti israeliani hanno riferito che il piano ordito dai militanti sarebbe stato una conseguenza del desiderio delle organizzazioni terroristiche che si trovano a Gaza di ottenere una rivalsa sul mare, in un momento in cui le forze israeliane stanno ottenendo numerosi successi nella distruzione dei tunnel sotterranei costruiti dai gruppi terroristici per raggiungere Israele.

In questo contesto, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che tale attacco proverebbe “le vere intenzioni delle organizzazioni terroristiche a Gaza, le quali stanno cercando di nascondere i loro piani omicidi organizzando provocazioni contro la barriera di sicurezza, il cui obiettivo è quello di fornire una copertura ai terroristi affinché conducano gli attacchi terroristici contro Israele”.

Le informazioni dei Servizi Segreti sono state svelate in concomitanza con l’inizio delle manifestazioni di protesta che il popolo palestinese sta portando avanti nel territorio di confine tra Israele e la Striscia di Gaza, in occasione dell’anniversario dello Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, che si commemora il 30 marzo. Le manifestazioni, iniziate venerdì 30 marzo e che si concluderanno il 15 maggio, hanno portato alla morte di 17 persone e al ferimento di altre 1.416. Il 15 maggio il popolo palestinese commemora lo Yawm Al-Nakba, il Giorno della Nakba, in cui isi ricorda l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi dal territorio di Israele, avvenuto nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, la cui indipendenza viene festeggiata il giorno precedente, il 14 maggio.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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