Guatemala: morto l’ex dittatore Ríos Montt

Pubblicato il 4 aprile 2018 alle 6:02 in America Latina America centrale e Caraibi

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Efraín Ríos Montt, ex dittatore ed ex presidente del parlamento del Guatemala, è morto lo scorso 1 aprile nella sua casa di Città del Guatemala all’età di 91 anni. Era stato condannato a 80 anni di carcere per aver ordinato il massacro di 1771 indigeni di etnia ixil e maya durante i suoi 18 mesi di governo, tra il 1982 e il 1983, e per aver deportato oltre 20.000 persone appartenenti a 54 diverse comunità amerindie.

La condanna era stata annullata dal tribunale supremo del paese e Ríos Montt aspettava un nuovo processo. 

“È morto con la coscienza sana e pulita, circondato dall’amore” – ha sottolineato l’avvocato dell’ex militare. È morto impunito per i suoi crimini, secondo le comunità indigene e secondo le vittime del suo regime.

Ríos Montt, all’epoca colonnello dell’esercito guatemalteco, aveva rappresentato all’inizio della sua carriera politica una speranza di democratizzazione in un paese dove l’esercito deteneva il potere, sotto varie forme, sin dal golpe del 1954. Ríos Montt si era candidato presidente nel 1974 con la locale democrazia cristiana e, nonostante una chiara vittoria elettorale, era stato vittima di una frode a favore del generale Kjell Eugenio Laugerund, eletto al suo posto.

Nel 1982 Ríos Montt aveva guidato un colpo di stato “liberale”, ma le speranze poste in lui erano presto andate deluse. La guerra civile strisciante ha conosciuto nei 18 mesi del suo governo un’importante recrudescenza delle violenze. Fu deposto da altri militari nell’agosto del 1983.

Nella lunga transizione guatemalteca alla democrazia, tuttavia, la formazione di Ríos Montt, il Fronte Repubblicano Guatemalteco – Partito Repubblicano Istituzionale, ha giocato un ruolo di primo piano, e l’ex generale, la cui candidatura alla presidenza fu bocciata in più occasioni dalla corte costituzionale, ricoprì la carica di presidente del parlamento dal 2000 al 2004. 

La condanna a 80 anni di carcere di Ríos Montt nel 2013, che portò allo scioglimento del suo partito, fu l’occasione per il Guatemala di confrontarsi apertamente per la prima volta con una pagina sanguinosa e complessa della sua storia, in cui la stessa persona rappresentò una speranza di democrazia per alcuni e fu incarnazione del genocidio per altri.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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