Costa Rica: Carlos Alvarado nuovo presidente

Pubblicato il 3 aprile 2018 alle 6:03 in America Latina America centrale e Caraibi

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Carlos Alvarado, candidato dei socialdemocratici al potere, è stato eletto presidente del Costa Rica al ballottaggio il 1 aprile scorso. Il candidato del Partito di Azione Cittadina, trentottenne ministro del lavoro uscente, ha sconfitto il predicatore evangelico Fabricio Alvarado, giunto in testa al primo turno lo scorso 4 febbraio.

Romanziere e membro di una rock-band, Carlos Alvarado ha superato il 60%, ribaltando le previsioni della vigilia. Il candidato socialdemocratico ha superato anche il malcontento popolare riguardo all’amministrazione uscente di Luis Guillermo Solís.

Decisivi i voti dei partiti di destra e dei liberali, che hanno lanciato appelli al proprio elettorato a favore del ministro del lavoro, per evitare di consegnare il paese in mano alla destra religiosa. Carlos Alvarado ha infatti ringraziato sia i conservatori che i liberali nel suo primo discorso postelettorale, assicurando che il suo sarà un governo “di tutti”.

Alla camera, infatti, eletta il 4 febbraio, il Partito di Azione Cittadina del neopresidente ha conquistato appena 10 seggi su 57, contro i 14 della destra religiosa. I 17 liberali e i 9 conservatori saranno dunque decisivi per il governo del neopresidente.

Il boom di Fabricio Alvarado, predicatore evangelico in un paese la cui popolazione è all’88% cattolica, è spiegato dalla reticenza popolare nei confronti della legge sul matrimonio omosessuale, che il paese dovrà rendere legale come conseguenza di una sentenza della Corte Interamericana dei Diritti Umani dello scorso gennaio.

Il fatto che la Corte abbia sede proprio a San José aveva causato non solo accese manifestazioni, ma anche una crisi istituzionale, dacché Fabricio Alvarado ne chiedeva lo spostamento ad altra sede. Uno smacco per una nazione che, dal 1948, vanta standard democratici molto superiori alla media regionale, tanto da non avere mai conosciuto una dittatura o un golpe (l’esercito fu abolito proprio nel 1948), e da essere conosciuto come “l’esemplare eccezione” o “la Svizzera dell’America Centrale”.

Nonostante la grande maggioranza dei costaricani respinga l’idea di legalizzare il matrimonio omosessuale il fronte comune contro la destra religiosa ha avuto alle urne più successo di quanto pronosticassero i sondaggi, che fino alla vigilia disegnavano un testa a testa e un paese spaccato a metà. Anche nelle zone rurali, dove il sostegno al candidato evangelico era più forte, il suo vantaggio si è limitato a pochi punti percentuali, garantendo così l’ampia maggioranza conquistata dal nuovo presidente.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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