Arabia Saudita: Israele ha diritto al suo Stato

Pubblicato il 3 aprile 2018 alle 11:28 in Arabia Saudita Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha dichiarato che Israele ha “diritto” alla propria terra, introducendo un cambiamento storico nella posizione dell’Arabia Saudita nei confronti di tale Stato.

In un’intervista rilasciata dal principe saudita alla rivista americana The Atlantic, pubblicata lunedì 2 aprile, bin Salman afferma di “riconoscere al popolo ebraico il diritto di avere un proprio Stato, accanto a quello palestinese”. In questo senso, in risposta alla domanda se “il popolo ebraico abbia diritto a uno Stato nazione in almeno una parte della sua patria ancestrale”, il principe ereditario avrebbe dichiarato: “Credo che ogni popolo, ovunque, abbia il diritto di vivere in una nazione pacifica. Credo che i palestinesi e gli israeliani abbiano il diritto di avere i loro Stati, ma dobbiamo avere un accordo di pace per assicurare la stabilità per tutti, oltre a relazioni normali”. Di fronte alla domanda se Riad abbia obiezioni basate sulla religione in merito all’esistenza di Israele, bin Salman ha risposto: “Abbiamo preoccupazioni religiose sul destino della moschea di Gerusalemme e sui diritti del popolo palestinese. Questo è quanto, non abbiamo obiezioni su nessun altro popolo”.

Secondo quanto affermato dal periodico si tratterebbe della prima volta che un leader arabo riconosce questo diritto a Israele.  I capi di stato dei Paesi arabi avrebbero più volte parlato dell’esistenza di Israele in Medio Oriente, tuttavia il riconoscimento del diritto ad avere uno Stato ha storicamente costituito una linea rossa, mai oltrepassata fino a questo momento.

 Arabia Saudita e Israele non hanno relazioni diplomatiche, anche se recentemente si è assistito a un disgelo dei rapporti. Il 16 novembre 2017, durante un’intervista con il quotidiano saudita Elaph, il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Gadi Eisenkot, aveva dichiarato che Israele sarebbe stato pronto a collaborare con l’Arabia Saudita per far fronte al piano dell’Iran  “di controllare il Medio Oriente”. Secondo quanto riferito dal generale iraniano, l’espansione dell’influenza iraniana nella regione costituirebbe un motivo di preoccupazione sia per Israele sia per l’Arabia Saudita.

A gennaio, il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva  riferito l’intenzione dell’Arabia Saudita di acquistare il sistema di difesa israeliano Iron Dome, per difendersi dagli attacchi missilistici condotti dagli Houthi nel territorio nazionale.

Israele e Arabia Saudita considerano l’Iran come la principale minaccia in Medio Oriente. Le crescenti tensioni tra Riad e Teheran avrebbero spinto la monarchia saudita e Israele a rafforzare la loro cooperazione per affrontare il nemico comune. Il 7 novembre 2017, l’Arabia Saudita aveva accusato l’Iran di “aggressione militare diretta”  in seguito al lancio di un missile da parte degli Houthi contro Riad, avvenuto il 5 novembre. Riad ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento delle armi ai ribelli yemeniti, tra cui i missili balistici che gli Houthi utilizzano per colpire il territorio saudita. L’Iran ha sempre respinto le accuse dell’Arabia Saudita, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti giungerebbero in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen.

Da parte sua, Israele è molto preoccupato per l’alleanza tra Damasco e Teheran e teme che l’Iran stia trasformando la Siria in una fortezza miliare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare il proprio Stato, secondo quanto affermato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 28 agosto 2017 a Tel Aviv, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.