Malesia: parlamento approva legge contro le fake news

Pubblicato il 2 aprile 2018 alle 19:30 in Asia Malesia

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Il governo della Malesia ha presentato in parlamento una legge che rende i divulgatori di fake news punibili fino a sei anni di carcere e di una multa pari a massimo 130.000 $. La legge è stata approvata dal parlamento, lunedì 2 aprile, nonostante l’indignazione dei critici, i quali vedono tale norma come uno strumento per soffocare il dissenso prima delle elezioni.

Le elezioni dovrebbero tenersi nelle prossime settimane ed il primo ministro, Najib Razak, sta cercando di assicurarsi il terzo mandato alla guida della coalizione Barisan Nasional, che governa la Malesia da più di 60 anni. “Questa legge non è stata pensata per impedire la libertà di espressione ma per punire la diffusione di notizie false”, ha rimarcato il ministro Azalina Othman Said.

La legge colpisce sia i media stranieri sia quelli locali ed è vista come uno sforzo per le silenziare le critiche in merito allo scandalo del fondo sovrano malese 1MDB. Tale fondo era stato istituito dal primo ministro, Najib Razak, nel 2009 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico del Paese. Tuttavia, molte quote del fondo sono state utilizzate dall’amministrazione del primo ministro Najib per coprire le proprie spese come, ad esempio, l’acquisto di costosi appartamenti a Manhattan o il finanziamento di un film di Hollywood.

La legge deve ancora essere approvata dal Senato e ricevere il consenso reale per poter diventare effettiva. Tuttavia, la sua discussione ha scatenato molte critiche da parte di attivisti, gruppi per la libertà di espressione e gruppi di opposizione. “Si tratta di uno sfacciato tentativo del governo di impedire la pubblicazione di qualsiasi notizia a lui sfavorevole”, ha fatto notare Brad Adams, direttore di Human Rights Watch Asia.

La Malesia si colloca al 144° posto su 180 Paesi nella classifica 2017 di World Press Freedom Index. “Questa legge, accanto alla legislazione già esistente, rischia solo di impedire ulteriormente ai giornalisti di svolgere la loro professione. Certamente non migliorerà la libertà di stampa”, ha affermato Ram Anad, membro del consiglio di Institute of Journalists Malesya.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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