Israele: raggiunto accordo sui migranti con UNHCR

Pubblicato il 2 aprile 2018 alle 20:30 in Israele Medio Oriente

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Il governo di Israele ha raggiunto un accordo con l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati (UNHCR) in merito alla sorte dell’ingente numero di migranti africani presente nel Paese, lunedì 2 aprile. La presenza di circa 37.000 migranti africani nello Stato di Israele ha posto numerose sfide al governo del primo ministro Netanyahu.

Nel mese di febbraio, le autorità israeliane avevano notificato a circa 20.000 migranti di sesso maschile un avviso in cui si obbligava loro a partire entro due mesi in direzione di un Paese africano terzo, diverso da quello di provenienza, per non essere incarcerati a tempo indeterminato in Israele. Il governo di Tel Aviv aveva offerto ai migranti un biglietto aereo per il Ruanda o per l’Uganda e una somma di 3500$ purché lasciassero il Paese.

Questo piano di deportazione di massa, dopo essere stato criticato dai gruppi che si battono per il rispetto dei diritti dell’uomo, è stato sottoposto alla High Court di Israele, la quale ha emanato, giovedì 15 marzo, un ordine temporaneo per congelare la sua implementazione.

A seguito della decisione della High Court, il governo di Tel Aviv ha avviato negoziazioni con l’UNHCR per trovare un accordo sulla gestione dei migranti. Il nuovo piano, elaborato congiuntamente dai due organismi, prevede una durata di cinque anni e consiste nella ricollocazione di metà dei migranti, circa 16.000, presso altri Stati occidentali, tra cui Italia, Canada e Germania. Il piano sarà organizzato e finanziato dall’UNHCR.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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