Cina: risolvere contese marittime con il Vietnam

Pubblicato il 2 aprile 2018 alle 10:13 in Cina Vietnam

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha affermato che il suo Paese e il Vietnam dovrebbero risolvere pacificamente le controversie nel mar Cinese Meridionale per sfruttare in cooperazione le acque contese.

Domenica 1 aprile, il ministro degli Esteri cinese ha incontrato a Hanoi, capitale del Vietnam, l’omologo vietnamita, Pham Binh Minh, e il primo ministro del medesimo Paese, Nguyễn Xuân Phúc. Dopo suddetta riunione, Wang ha riferito ai giornalisti che i tre hanno convenuto sulla necessità di dirimere le controversie marittime, esigenza estremamente importante per consolidare relazioni bilaterali durature e stabili. Il ministro cinese ha inoltre affermato che entrambi i Paesi necessitano di un migliore approccio alla risoluzione delle dispute tramite negoziati e trattative, e dovrebbero evitare di intraprendere azioni unilaterali che possono solo aggravare ulteriormente la controversia e ingigantirla. Al contempo, ha affermato Yi, tanto il Vietnam quanto la Cina devono promuovere la cooperazione via mare, ivi inclusa l’organizzazione di incontri bilaterali per discutere di un possibile sfruttamento comune delle risorse marittime in questione.

Wang e Minh hanno altresì affermato che le relazioni tra i due Paesi hanno visto uno sviluppo positivo in tempi recenti, con la crescita del commercio e degli investimenti che hanno fatto seguito ad una reciproca apertura dei mercati. Il commercio bilaterale, nel 2017, ha registrato un aumento di 100 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Minh ha poi aggiunto che il Vietnam e la China condividono la medesima responsabilità circa il mantenimento della pace e della stabilità nella regione. Anche il vice premier vietnamita ha infine ribadito l’importanza di dirimere le controversie sui mari in maniera pacifica e in conformità con il diritto internazionale.

La Cina rivendica come proprio il 90% del territorio del mar Cinese Meridionale, particolarmente ricco di giacimenti energetici, ed è coinvolta nella militarizzazione di affioramenti rocciosi e scogliere nelle acque in questione. D’altra parte, anche il Brunei, la Malesia, le Filippine, Taiwan e il Vietnam reclamano parti del mar Cinese Meridionale, il quale fornisce le rotte a un fiorente commercio del valore di circa 5 mila miliardi di dollari all’anno. Tra i suddetti Paesi, il Vietnam è quello più coinvolto nella disputa marittima con la Cina.

Pechino sta altresì realizzando un ambizioso progetto di ammodernamento militare sotto la supervisione del presidente, Xi Jinping, recentemente riconfermato alla guida del Paese. Il fulcro di tale progetto è il rafforzamento delle forze cinesi navali e aeree, a partire dalla costruzione di velivoli caccia Stealth e l’aumento di portaerei. La Cina ha più volte specificato che tale potenziamento bellico non ha intenti ostili, tuttavia la sua ostentazione militare nelle trafficate rotte del mar Cinese Meridionale e in prossimità di Taiwan ha sollevato numerose preoccupazioni tanto negli altri Paesi della regione quanto a Washington, presso l’amministrazione Trump.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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