Israele: bloccati i permessi per i cristiani di Gaza nel giorno di Pasqua

Pubblicato il 1 aprile 2018 alle 6:03 in Israele Palestina

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Le autorità israeliane hanno deciso di non consentire alla maggior parte dei membri della comunità cristiana, che vive nella Striscia di Gaza, di entrare in Israele per le celebrazioni di Pasqua per motivi di sicurezza.

Il Coordinator of Government Activities in the Territories (COGAT), l’ente del Ministero della Difesa israeliano che coordina le questioni civili tra il governo di Israele, le Forze di Difesa israeliane, le organizzazioni internazionali e l’Autorità palestinese, ha annunciato, giovedì 29 marzo, che avrebbe permesso soltanto ai cristiani sopra i 65 anni e ai bambini sotto i 16 di entrare in Israele nel giorno di Pasqua. Tale decisione sarebbe stata presa poiché, in passato, si erano verificati casi di cittadini della Striscia di Gaza i quali, una volta entrati in Israele, vi sarebbero rimasti più del tempo concesso.

In merito alla questione, un religioso cristiano, che ha preferito rimanere anonimo per non rischiare che gli venisse tolto il permesso per entrare in Israele, ha dichiarato che tali restrizioni significano che soltanto a un terzo dei membri della comunità cristiana della Striscia di Gaza, che conterebbe circa 1.100 persone, verrà consentito di recarsi in Israele per la celebrazione di Pasqua.

In questo contesto si è espresso anche un funzionario della Chiesa cattolica, Wadie Abunassar, il quale ha definito le restrizioni “molto tristi”, dal momento che la Pasqua è una festa che andrebbe celebrata in famiglia. In tal senso, Abunassar ha dichiarato che non sarebbe “ragionevole” permettere a una madre e a un padre di entrare in Israele “lasciando i loro figli a Gaza” e ha chiesto a Israele di riconsiderare la propria decisione.

Israele ha imposto misure restrittive alle libertà di movimenti nella Striscia di Gaza a partire dai primi anni ’90, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA). Le restrizioni sono diventate ancora più stringenti nel giugno 2007, dopo che Hamas aveva preso il controllo della Striscia di Gaza. In questo contesto, Israele aveva imposto un embargo aereo, marittimo e di terra nel territorio per motivi di sicurezza. Nonostante il blocco sia stato in parte sollevato negli ultimi anni, almeno 1,8 milioni di palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza rimangono bloccati nel territorio.

Negli anni passati, Israele aveva ridotto le restrizioni alla libertà di movimento degli abitanti della Striscia di Gaza durante le festività di Pasqua per consentire ai cristiani di visitare i luoghi santi di Gerusalemme e di incontrare i parenti che risiedono in Israele o in Cisgiordania. Lo scorso anno, Israele aveva consentito a più di 550 cristiani di lasciare la Striscia di Gaza per recarsi nella Città Santa durante le festività pasquali.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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