Italia: blitz gendarmi francesi in centro migranti, interviene Farnesina

Pubblicato il 31 marzo 2018 alle 19:21 in Francia Italia

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Agenti della dogana francese hanno fatto irruzione nel presidio per migranti Rainbow4Africa, a Bardonecchia, in provincia di Torino. La Farnesina convoca l’ambasciatore francese.

Nella serata di venerdì 30 marzo, cinque agenti francesi hanno fatto irruzione nei locali del presidio Rainbow4Africa, scortando un migrante nigeriano, e lo hanno poi costretto a sottoporsi al test delle urine antidroga, intimidendo il personale medico presente sul posto. A denunciare l’accaduto è stata l’associazione stessa, i cui volontari hanno allertato le forze dell’ordine e hanno pubblicamente denunciato la “grave ingerenza nell’operato delle organizzazioni non governative e delle istituzioni italiane”, aggiungendo che “un presidio sanitario è luogo neutro, rispettato anche nei luoghi di guerra”, e che simile comportamento è “irrispettoso dei diritti umani nei confronti di un nigeriano”. Il test delle urine effettuato sul migrante è risultato negativo; a rivelarlo è stata una testimone del blitz francese a Bardonecchia per l’emittente Tgr Piemonte. La donna ha raccontato che, una volta entrati i gendarmi nel locale, un mediatore ha cercato di bloccarli adducendo come motivo che non si può entrare armati e senza permesso. I cinque agenti, che parlavano in francese con il ragazzo, il quale non comprendeva la lingua, hanno messo a tacere il mediatore e hanno scortato il ragazzo in bagno, uscendone con il campione delle urine, negativo. In seguito, hanno rilasciato il ragazzo e sono usciti, mentre i carabinieri si recavano sul posto. La testimone oculare ha aggiunto che il ragazzo non solo non era drogato, bensì possedeva un regolare biglietto da Parigi a Napoli ed era stato fermato, dalle prime ricostruzioni della vicenda, in quanto “nero”.

In seguito alla denuncia del presidio, la Farnesina, il ministero degli Esteri italiano, ha deciso di convocare l’ambasciatore francese, Christian Masset, a Roma, per chiedere delucidazioni. La notizia è stata confermata da fonti interne al ministero, le quali hanno rivelato: “Abbiamo chiesto spiegazioni al governo francese e all’ambasciata di Francia a Roma, attendiamo a breve risposte chiare, prima di intraprendere qualsiasi eventuale azione”.

La risposta di Parigi non ha tardato ad arrivare, attraverso un comunicato del ministro francese dei Conti Pubblici, Gerald Darmanin, a cui fanno riferimento i doganieri. Darmanin  ha argomentato che “al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo del 1990 in condizioni di rispetto della legge e delle persone”. L’accordo citato dal ministro francese si riferisce a un’intesa sugli uffici di controlli transfrontalieri, in base alla quale il locale della stazione di Bardonecchia deve restare a disposizione della dogana francese. Il medesimo locale è usato, da qualche mese, anche dall’associazione Rainbow4Africa; di qui il contenzioso, per il quale i gendarmi si sarebbero sentiti autorizzati a esercitare la loro autorità sullo stesso.

Alla spiegazione francese si è susseguita la critica di alcuni legali vicini alle organizzazioni non governative, i quali hanno affermato che, nel quadro dell’accordo italo-francese sulla cooperazione transfrontaliera in materia di polizia e dogana, firmato a Chambery il 3 ottobre 1997, non è prevista l’imposizione di analisi mediche come quella imposta al migrante del presidio di Bardonecchia.

A criticare l’accaduto – che ha destato crescente scalpore in Italia ed è stato additato come perdita del diritto sovrano della nazione a vantaggio dell’intervento estero, sono stati gli esponenti di numerosi partiti politici – tra cui Luigi di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, Maurizio Martina, attuale segretario reggente del Pd, Matteo Salvini, leader della Lega, Enrico Letta, ex premier ed esponente del Pd, e Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia.

La stazione di Bardonecchia consta, dal mese di dicembre 2017, di un migliaio di profughi, per lo più nordafricani, che in numero sempre più ingente scelgono le Alpi nel tentativo di attraversare la frontiera e accedere alla penisola italiana.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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