Mosca espelle 60 diplomatici USA e chiude consolato a San Pietroburgo

Pubblicato il 30 marzo 2018 alle 6:02 in Russia USA e Canada

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La Russia ha deciso di reagire alle azioni USA contro i diplomatici russi per il caso Skripal’ e revoca il consenso per il funzionamento del consolato generale americano a San Pietroburgo – ha comunicato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov.

“Proprio in questi minuti l’ambasciatore USA Huntsman è stato invitato nel nostro ministero, dove il mio vice Sergej Rjabkov gli sta esponendo il contenuto delle misure nei confronti degli Stati Uniti, che comprendono l’espulsione di un numero pari di diplomatici e includono la nostra decisione di revocare il consenso al funzionamento del consolato generale americano a San Pietroburgo” – ha dichiarato il capo della diplomazia russa alla stampa, nel corso della serata di giovedì 29 marzo.

Lavrov ha anche sottolineato che nei confronti degli altri paesi, che hanno seguito l’esempio di Washington, si applicheranno le stesse misure.

In segno di solidarietà alla Gran Bretagna per l’avvelenamento della ex spia russa Sergej Skripal’ nel sud dell’Inghilterra, Washingron aveva annunciato l’espulsione di 48 diplomatici e 12 dipendenti russi della missione delle Nazioni Unite, aggiungendo inoltre che sarà chiuso il consolato generale della Federazione russa a Seattle. Inoltre l’Ucraina ha espulso 13 diplomatici, la Francia, la Germania, il Canada e la Polonia hanno espulso 4 diplomatici, la Lituania e la Repubblica ceca 3, la Danimarca, l’Italia, i Paesi Bassi, la Spagna, l’Albania, l’Australia e la Lettonia 2 e l’Estonia, la Finlandia, la Romania, la Macedonia, la Svezia, la Norvegia, l’Ungheria e la Croazia 1. In precedenza il Regno Unito ne aveva espulsi 23, subendo la stessa misura da parte di Mosca.

Commentando l’incidente di Salisbury, Lavrov ha paragonato il comportamento dell’Occidente a “una beffa del diritto internazionale”. Le conclusioni di un coinvolgimento della Russia nell’avvelenamento sono state definite “deplorevoli” e “frettolose” dal ministro, che ha ribadito che Mosca non ha alcuna relazione con il caso Skripal’.

Lavrov ha espresso la speranza che i partner occidentali “non rifiuteranno una conversazione onesta, altrimenti sarà l’ennesima conferma del fatto che tutto ciò che accade è frutto di una grave provocazione”.

Secondo una nota ufficiale del Ministero degli Esteri russo, entro il 5 aprile, 58 diplomatici e dipendenti dell’ambasciata statunitense di Mosca e 2 dislocati presso il Consolato generale di Ekaterinburg (Urali) dovranno lasciare la Federazione russa. 

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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