Germania, Francia e Regno Unito: nuove sanzioni per salvare patto nucleare con l’Iran

Pubblicato il 30 marzo 2018 alle 8:34 in Europa

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La Germania, la Francia e il Regno Unito stanno cercando di convincere gli altri Paesi europei ad adottare nuove sanzioni nei confronti dell’Iran, nel tentativo di salvare il patto nucleare, dal momento che il presidente americano, Donald Trump, ha minacciato di uscirne entro il 12 maggio, se gli alleati europei non prenderanno provvedimenti.

Ad avviso di Berlino, Parigi e Londra, nuove limitazioni, soprattutto nei confronti della Guardia Rivoluzionaria iraniana, potrebbero compiacere Trump, spingendolo a non mandare a monte l’accordo. Alcuni diplomatici hanno riportato a The New Arab che, se approvate, le sanzioni potrebbero includere divieti di viaggio per determinati individui e il congelamento dei beni e degli asset di circa 15 entità legate allo sviluppo del programma missilistico di Teheran, ma non sarebbero comunque rigide come quelle approvate in passato. “L’obiettivo è quello di raggiungere una decisione entro la fine di aprile”, ha riferito un ufficiale europeo in condizioni di anonimità al quotidiano.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), è stato concluso dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Fin dalla propria campagna elettorale, Trump ha definito il patto “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Ne è conseguito che, il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca ha annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si è subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018, ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”.

Sono in corso meeting a porte chiuse tra gli ufficiali europei a Bruxelles in merito alla possibilità di apporre nuove sanzioni. Il 21 marzo, l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, si è dichiarata contraria a cambiare i termini del patto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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