Catalogna: cosa sono i Comitati di Difesa della Repubblica

Pubblicato il 29 marzo 2018 alle 5:56 in Europa Spagna

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Promuovono atti di protesta violenta, bloccano le principali arterie di comunicazione, organizzano manifestazioni apparentemente spontanee di piccoli gruppi contro istituzioni e imprese dappertutto in Catalogna: sono i Comitati di Difesa della Repubblica, sono attivi da pochi giorni e hanno suscitato allarme nelle forze di sicurezza e nelle istituzioni. 

La Repubblica in questione è, ovviamente, la Repubblica Catalana, proclamata da Carles Puigdemont il 10 ottobre scorso e “sospesa” 44 secondi dopo dallo stesso presidente della Generalitat, senza tuttavia evitare l’intervento del governo di Madrid.

I Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) sono un’organizzazione nata da Arran, la federazione giovanile della Candidatura d’Unitat Proletaria (CUP), la sinistra anti-sistema indipendentista che, dopo aver appoggiato in parlamento Carles Puigdemont per quasi due anni, ha deciso di “passare all’opposizione” e “difendere la Repubblica nelle piazze”. 

I CDR nascono sulla falsariga dei Comitati di Difesa della Rivoluzione cubani, una capillare rete di organizzazioni locali, che presidiano ogni quartiere dell’isola con il compito di prevenire la delinquenza e combattere la controrivoluzione. 

Come a Cuba, i CDR sono organizzati su base locale e godono di grande autonomia all’interno del territorio di spettanza. Se nell’isola, tuttavia, i Comitati di Difesa della Rivoluzione sono espressione dello stato, con strettissimi legami con la polizia politica e con il Partito Comunista di Cuba, creati nel 1960 sotto la supervisione di agenti della Stasi inviati dalla Germania Est, i Comitati di Difesa della Repubblica catalana nascono contro lo stato spagnolo e sono strettamente legati ai movimenti anti-sistema.

I comitati locali rispondono ad organizzazioni di livello provinciale o comarcale, che sono poi responsabili di proteste su più larga scala, come il blocco dell’autostrada AP-7 che il 27 marzo scorso ha interrotto il traffico tra Barcellona e la Francia.

Secondo le forze dell’ordine la maggior parte dei membri dei CDR sono studenti delle scuole superiori, tra i 14 e i 18 anni, il che spiega la grande attività di questi giorni. Le scuole spagnole, infatti, chiudono dal sabato prima della domenica delle palme fino al martedì dopo Pasqua. I giovani “difensori della rivoluzione” sono selezionati via internet, grazie alla rete di blog e account sui social network che ruotano attorno alla galassia indipendentista.

La dirigenza dei CDR, spiegano fonti della sicurezza, è ossessionata da possibili infiltrazioni, e i controlli sulla vita dei membri sono capillari e costanti. 

Le autorità spagnole sono profondamente inquiete riguardo alla situazione, molto simile a quella vissuta nel Paese Basco e in Navarra negli anni ’70, ’80 e ’90. Alle spalle di partiti politici rispettabili si creano organizzazioni di dubbia obbedienza, che rischiano di tramutarsi in terreno fertile per il terrorismo politico.

La nascita di un gruppo, se non terrorista, quanto meno di violenza organizzata in Catalogna è un rischio che accompagna la costante tensione politica che vive la regione ormai da mesi e la continua opposizione tra Madrid e Barcellona.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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