Frontex: minaccia terroristica nel Mediterraneo in crescita

Pubblicato il 28 marzo 2018 alle 8:33 in Europa Immigrazione

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La minaccia terroristica nel Mediterraneo non è diminuita, al contrario, resta alta.

È quanto ha affermato il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri a margine di un meeting con i membri del Parlamento europeo, in riferimento all’operazione Themis, lanciata dall’agenzia europea il primo febbraio 2018. Secondo quanto riferito da Leggeri, i velivoli di Frontex hanno rilevato flussi di migranti che le autorità algerine, tunisine ed europee non hanno ancora intercettato. Tali flussi, a suo dire, pongono una grave minaccia alla sicurezza. Nonostante ciò, per il momento, l’agenzia europea non ha previsto un aumento degli arrivi dalla Libia. Dal primo gennaio a fine marzo, sono stati circa 6.000 i migranti illegali che sono stati intercettati sulla rotta del Mediterraneo Centrale, una cifra che segna una diminuzione del 62% rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia, ha spiegato Leggeri, quest’anno soltanto il 71% di stranieri intercettati è partito dalle coste libiche, mentre il 20% è salpato dalla Tunisia. In merito alla nazionalità dei migranti giunti in Italia, la maggior parte sono eritrei, seguiti da tunisini, nigeriani, pachistani, libici, che stanno costituendo una nuova tendenza, e gli ivoriani.

Leggeri ha sottolineato un dato anomalo, quale l’aumento del numero di richieste di asilo in Europa nel 2018, a fronte del calo degli arrivi rispetto all’anno precedente. “È una sorta di paradosso, ci stiamo lavorando”, ha affermato il direttore esecutivo di Frontex, spiegando che tale fenomeno potrebbe essere scaturito da una serie di elementi diversi. È probabile che molti richiedenti asilo si trovassero già in territorio europeo, o che si fossero spostati da un paese all’altro, in quanto non tutti in passaggi alle frontiere vengono registrati correttamente.

L’operazione Themis, sostitutiva dell’operazione Triton, inaugurata il primo novembre 2014, ha l’obiettivo di assistere le autorità italiane nel controllo del Mediterraneo e ha continuato a includere le componenti di ricerca e soccorso, considerate cruciali. Inoltre, è stata posta una maggiore attenzione sul ruolo delle forze dell’ordine e verranno coperte le aree del Mediterraneo Centrale, attraversate da flussi provenienti da Libia, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia e Albania. Entro il mese di maggio, Themis verrà sottoposta alla prima valutazione ufficiale.

Secondo un focus pubblicato da Frontex il 27 marzo, il traffico di esseri umani rimane una delle forme più proficue di criminalità organizzata, poiché genera miliardi di euro ogni anno che vanno a finire nelle mani degli scafisti. La maggior parte delle vittime di tale attività è originaria dell’Africa sub-sahariana, particolarmente dall’Africa occidentale. Provengono quasi tutti da aree povere dove c’è un alto tasso di povertà. Secondo le indagini dell’agenzia europea, il traffico di esseri umani inizia generalmente in Nigeria che, nel corso degli ultimi anni, è diventata fonte di preoccupazione per le autorità europee. Dalla Nigeria, le vittime raggiungono la Libia o il Marocco, attraverso la città di Agadez, in Niger. Nel corso del viaggio le persone sono soggette ad abusi e torture da parte dei trafficanti, venendo costretti a stare per molto tempo in luoghi isolati, dove le donne sono stuprate ed obbligate a prostituirsi. Altri, spesso, vengono venduti ad altre tratte, come se fossero oggetti, spiega Frontex. Dopo le donne, i bambini rappresentano il secondo gruppo delle vittime dei trafficanti. Non a caso l’Europa, negli ultimi anni, ha registrato un aumento nel numero di minori non accompagnati che giungono sui barconi degli scafisti, soprattutto attraverso la rotta del Mediterraneo centrale.

Al fine di contrastare il traffico di esseri umani, Frontex nel corso delle proprie operazioni cerca di ottenere una grande quantità di informazioni sui gruppi criminali per trasmetterle all’Europol.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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