Catalogna: incidenti e proteste

Pubblicato il 27 marzo 2018 alle 15:29 in Europa Spagna

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Continuano proteste e incidenti in tutta la Catalogna a seguito dell’arresto, in Germania, dell’ex presidente e leader indipendentista Carles Puigdemont e dell’ingresso in prigione di numerosi politici indipendentisti tra cui la ex presidente del parlamento Carme Forcadell e del candidato alla presidenza della Generalitat Jordi Turull.

Gli autoproclamati Comitati di Difesa della Repubblica, che la polizia locale definisce “braccio violento” dell’indipendentismo, hanno bloccato alle prime luci dell’alba di oggi la AP-7, l’autostrada che collega Barcellona con la Francia, all’altezza di Figueres, e la N-340, la statale che unisce la Catalogna a Valencia, all’altezza di Alcanar.

Disagi alla circolazione e al sistema di distribuzione delle merci su gomma si stanno registrando in queste ore su tutta la costa catalana e nelle principali città della regione.

Sin dalla notte di domenica, quando a seguito degli arresti manifestazioni violente hanno avuto luogo a Barcellona e in altre città della regione, la sicurezza pubblica è diventato il principale problema della Catalogna. 

Ferran López, comandante dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, ha chiesto un incontro urgente con il presidente del parlamento catalano Roger Torrent, ad oggi principale rappresentante delle istituzioni locali e regista dell’indipendentismo decapitato dei suoi leader principali. A Torrent, López ha espresso le preoccupazioni delle forze di sicurezza, convinte che l’indipendentismo stia assumendo un carattere violento  a margine delle forze politiche che lo rappresentano.

López ha chiesto al presidente del parlamento di lanciare un appello alla calma e di cercare soluzioni condivise alla crisi, senza ulteriori strappi che rischiano di far precipitare la situazione. I Mossos d’Esquadra ritengono che dietro l’inasprimento del confronto di piazza vi sia la Candidatura d’Unitat Popular (CUP), l’estrema sinistra indipendentista che ha rotto lo scorso giovedì 22 marzo i negoziati con le altre forze indipendentiste.

Sin dalla giornata di ieri si vociferava che il parlamento potesse investire Puigdemont, anche solo in maniera simbolica e contro l’opinione della sua stessa avvocatura, per placare le proteste. Il governo di Madrid ha avvisato Torrent di non procedere a quella che sarebbe un’ennesima sfida ai poteri dello stato e un’ennesima rottura del dettame costituzionale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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