Trump espelle 60 diplomatici russi, 14 Paesi dell’UE sostengono la sua scelta

Pubblicato il 26 marzo 2018 alle 16:13 in Europa Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente Donald Trump ha ordinato l’espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato russo a Seattle, nello Stato di Washington.

Secondo quanto riportato dalla CNN, tale mossa viene effettuata in risposta al sospetto attacco chimico compiuto da Mosca a Salisbury, in Regno Unito, contro la spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija, il 4 marzo. 48 dei diplomatici russi espulsi lavoravano all’ambasciata russa, mentre i restanti presso la sede dell’Onu a New York. I funzionari di Mosca, insieme alle loro famiglie, avranno 7 giorni di tempo per lasciare gli Stati Uniti.

Nel comunicato ufficiale della Casa Bianca si legge che Trump ha deciso di espellere gli ufficiali dell’intelligence russa e la chiusura del consolato a causa della prossimità di una base di sottomarini e di Boeing. Inoltre, viene specificato che Washington ha preso tale decisione congiuntamente agli alleati e ai partner della NATO in reazione all’attacco chimico contro l’ex spia russa. Il comunicato continua riferendo che, con tale mossa, gli Stati Uniti diventeranno un Paese più sicuro, in quanto la Russia avrà meno possibilità di spiare gli americani e i suoi alleati e di condurre operazioni segrete a danno della sicurezza statunitense. Il documento si conclude affermando che gli USA vogliono far capire alla Russia che le sue azioni hanno sempre conseguenze, anche se Washington è pronto a cooperare con Mosca per costruire relazioni più solide, soltanto a patto che il Cremlino modifichi i suoi comportamenti. Non è la prima volta che gli Stati Uniti espellono diplomatici russi. Nel dicembre 2016, Washington aveva mandato via 35 funzionati di Mosca in risposta all’intromissione del Cremlino nella campagna presidenziale americana di quell’anno, a danno della candidata democratica, Hillary Clinton.

Oltre agli Stati Uniti, 14 Paesi europei si stanno mobilitando per espellere a loro volta diplomatici russi, secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, il quale ha aggiunto che l’UE sostiene che la Russia sia responsabile dell’attacco chimico contro Sergej Skripal’. Al momento, Italia e Danimarca hanno deciso di espellere 2 diplomatici russi, mentre Germania, Lituania, Francia e Polonia hanno annunciato l’espulsione di 4 ciascuno. L’Ucraina, invece, ha annunciato l’espulsione di 13 funzionari di Mosca, come riferito dal presidente ucraino, Petro Poroshenko.

In reazione, la Russia ha reso noto che espellerà almeno 60 diplomatici americani e che, nei prossimi giorni, provvederà a mandar via anche i diplomatici europei. “La risposta sarà simmetrica per ogni Paese che ha espulso i nostri funzionari”, ha riferito l’agenzia di stampa russa RIA.

L’episodio segue quanto accaduto il 16 marzo, quando il Tesoro statunitense ha sanzionato 19 individui ed entità russe vicine al presidente Vladimir Putin, condannando il Cremlino per il sospetto attacco chimico compiuto a Salisbury. Tra le altre motivazioni delle sanzioni, gli ufficiali americani hanno indicato anche la presunta interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e alcuni cyber attacchi compiuti dalla Russia nei confronti di alcune strutture nucleari. Nonostante il presidente Donald Trump avesse sempre espresso il desiderio di mantenere buone relazioni, con l’espulsione dei 60 diplomatici russi è evidente che la sua posizione è cambiata. Tuttavia, il comunicato della Casa Bianca lascia aperto uno spiraglio, riferendo a Mosca di essere disposto a rilanciare i rapporti se questa cambierà atteggiamento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.