U.E.: tensioni diplomatiche con la Russia

Pubblicato il 24 marzo 2018 alle 11:35 in Europa Russia

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L’Unione Europea ha ritirato il proprio ambasciatore a Mosca e ha condannato apertamente la Russia tramite un comunicato del Consiglio Europeo. Il Cremlino risponde accusando Londra di aver istigato l’Europa contro la Russia.

Nella giornata di venerdì 23 marzo, l’Unione Europea ha ufficializzato di aver richiamato a sé, nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23, il proprio ambasciatore operante a Mosca, il tedesco Markus Ederer, in segno di aperta condanna nei confronti di Mosca in relazione all’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal e della figlia Julija. L’ufficio esteri del blocco dei 28 Paesi membri dell’Unione ha inoltre reso noto tramite una dichiarazione che l’ambasciatore Ederer è atteso con urgenza a Bruxelles per prendere parte ad alcune consultazioni internazionali in merito all’attacco all’ex agente dei servizi segreti russo residente in Gran Bretagna. La notizia è stata altresì confermata dal primo ministro irlandese, Leo Varadkar. Si tratta della seconda misura intrapresa in breve tempo dall’Unione Europea contro la Russia, in quanto nella tarda serata del giorno prima, giovedì 22 marzo, da Bruxelles il Consiglio Europeo ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui, oltre a condannare severamente l’attacco di Salisbury e, più in generale, l’uso di armi chimiche, si afferma che l’Unione Europea “conviene con la conclusione a cui è giunto il governo del Regno Unito, ossia che è altamente probabile che la Federazione russa sia responsabile dell’episodio”. Nel comunicato si legge inoltre che “non vi sono altre spiegazioni plausibili” se non quella della colpevolezza russa.

La replica dal Cremlino non ha tardato ad arrivare. Nella medesima giornata di venerdì 23 marzo, il ministero degli Esteri di Mosca ha rilasciato una dichiarazione in cui rende noto che i leader dell’Unione Europea sono stati trascinati in una campagna angloamericana ordita da Londra e da Washington ai danni della Russia con l’obiettivo di alzare un muro tra i Paesi del blocco europeo e Mosca. Nel comunicato si legge inoltre che la Russia si rammarica della posizione presa dai leader europei nei confronti di Mosca e del loro sostegno alla causa britannica, e che l’unica spiegazione che può motivare tale atteggiamento generale del blocco è la volontà di aiutare la premier inglese, Theresa May, la quale si trova attualmente in una posizione difficile.

Una simile posizione russa, nei confronti di Londra, era già stata espressa il 21 marzo dal ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, a margine di un vertice con il suo omologo giapponese Taro Kono a Tokyo. In tale occasione, Lavrov aveva affermato che il Regno Unito sta consapevolmente minando le sue relazioni con la Russia attraverso il caso dell’avvelenamento dell’ex-spia russa Sergej’ Skripal, aggiungendo che altri provvedimenti ostili di Londra potrebbero causare una catena di misure e contromisure reciproche.

In un’escalation di tensioni diplomatiche, la Gran Bretagna e la Russia avevano espulso, rispettivamente mercoledì 14 e sabato 17 marzo, 23 diplomatici russi la prima, e britannici la seconda, dai propri confini in seguito all’avvelenamento con gas nervino dell’ex spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija. La premier inglese, Theresa May, aveva sospeso le relazioni diplomatiche ad alto livello e dichiarato che nessun membro della famiglia reale inglese avrebbe assistito ai mondiali di calcio in Russia. Il governo britannico era giunto alla conclusione che era “assai probabile” che i servizi segreti russi avessero orchestrato l’assassinio per avvelenamento degli Skripal’ nella città inglese di Salisbury. Il Cremlino ha respinto ogni accusa in merito alla vicenda.

Sergeij Skripal è un ex colonnello russo, all’epoca operante nei servizi segreti dell’esercito di Mosca, e dopo il suo trasferimento sul suolo inglese ha consegnato decine di agenti russi al Regno Unito diventando sgradito al governo russo per mancata lealtà verso la madrepatria. Nel dicembre del 2004, l’uomo è stato arrestato dai servizi segreti della Federazione russa (FSB, erede del KGB sovietico) e processato. L’esito del processo è risultato nell’incriminazione dell’ex spia per alto tradimento verso la madrepatria e nella condanna a 13 anni di prigione. Nel 2010, Skripal si è trasferito stabilmente nel Regno Unito.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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