Malesia: arrestati 7 uomini affiliati all’ISIS, ordivano attentati

Pubblicato il 24 marzo 2018 alle 18:34 in Asia Malesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia malese ha reso noto di aver arrestato 7 uomini collegati allo Stato Islamico, i quali stavano organizzando alcuni attentati in luoghi di culto non musulmani.

Sabato 24 marzo, un ispettore generale di polizia malese, Mohamad Fuzi Harun, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che le forze dell’ordine nazionali hanno arrestato sei cittadini malesi in Johor, Stato meridionale del Paese a nord di Singapore. Oltre a loro, nello Stato orientale di Sabah è stato arrestato un cittadino filippino, il quale era membro di Abu Sayyaf, gruppo terroristico affiliato all’ISIS. Tali arresti sono l’esito di operazioni multiple delle forze di polizia che hanno avuto luogo dal 27 febbraio al 15 marzo 2018. L’ispettore ha affermato che i sei uomini arrestati in Johor erano membri di una cellula terroristica dello Stato Islamico, tra cui anche un tecnico 37enne che aveva il compito di reclutare nuovi militanti ed era presumibilmente l’architetto di vari attentati programmati che avrebbero dovuto prendere come bersaglio luoghi di culto non musulmani della capitale, Johor Bahru. Un secondo sospettato, ha spiegato Mohamad Fuzi, era una guardia di sicurezza che aveva la funzione di consigliere del gruppo militante e che si assicurava che ogni attività terroristica mantenesse la segretezza. Un terzo incriminato aveva infine il compito di comprare armi da fuoco dai Paesi vicini e individuare i bersagli degli attacchi. Secondo quanto è stato ricostruito dalla polizia, tutti i membri del gruppo avevano pianificato di scappare in un Paese limitrofo subito dopo aver eseguito gli attentati, per cercare rifugio presso membri di cellule terroristiche locali affiliate all’ISIS.

Le autorità hanno arrestato altri tre membri della medesima cellula terroristica in operazioni successive a quella principale; tra loro vi è un ristoratore 25enne a cui era stato ordinato di rapire e uccidere alcuni membri delle forze dell’ordine locali. La polizia ha inoltre scoperto l’attività di un 31enne filippino residente nello Stato malese del Sabah, sull’isola del Borneo; egli sarebbe stato un colonnello fidato del leader del gruppo Abu Sayyaf, Furuji Indama, e avrebbe avuto legami con il militante malese Mahmud Ahmad, stando a quanto ha riferito Mohamad Fuzi. Il 31enne, ricercato dallo Stato delle Filippine per via del suo coinvolgimento in un’operazione di rapimento dietro riscatto, era altresì esperto nella costruzione di ordigni esplosivi rudimentali. Mohamad Fuzi ha affermato che quest’ultimo sospettato aveva in mente di compiere numerosi attacchi nello Stato malese del Sabah, ed era inoltre responsabile di aver reso la regione un porto sicuro per i gruppi terroristici delle Filippine.

Il governo della Malesia ha imposto alte misure di sorveglianza da quando alcuni uomini armati affiliati con lo Stato Islamico hanno compiuto una serie di attacchi a Jakarta, capitale della vicina Indonesia, nel gennaio 2016. Le autorità della Malesia, Paese a maggioranza musulmana, hanno arrestato centinaia di persone nel corso degli ultimi anni per presunti legami con gruppi di militanti estremisti e cellule terroristiche. Un attacco condotto con granate contro un bar nella periferia della capitale malese, Kuala Lumpur, il 28 giugno 2016, ha provocato il ferimento di 8 persone; in tale occasione, l’ISIS ha rivendicato l’attacco, il quale ha costituito il primo attentato dell’organizzazione terroristica sul suolo malese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.