Dunford soddisfatto dei progressi delle forze afghane

Pubblicato il 24 marzo 2018 alle 6:01 in Afghanistan Asia

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Il presidente del Joint Chief of Staff, il generale dei Marines, Joseph Dunford, è rimasto positivamente colpito dal duro lavoro svolto dalle forze americane e afghane, ed ha incoraggiato gli ufficiali statunitensi a intensificare l’addestramento e l’assistenza all’esercito di Kabul, dati i risultati positivi. Secondo quanto riportato da un comunicato del Pentagono, il presidente del Joint Chief of Staff ha dichiarato di essere entusiasta delle prospettive per il 2018.

Dunford era giunto in Afghanistan lunedì 19 marzo, per valutare l’andamento della missione nel Paese asiatico, ora che la nuova strategia americana, annunciata dal presidente Trump il 21 agosto 2017, nella regione è nel pieno del proprio svolgimento. Il generale ha incontrato diversi leader militari afghani e anche i membri del personale americano posizionati nel Paese. Dopo giorni di controlli e verifiche, Dunford ha affermato che la cooperazione tra l’apparato militare e di intelligence afghano sta facendo enormi progressi. A tal proposito, è stato molto apprezzato l’annuncio del presidente afghano, Asharf Ghani, in merito al passaggio della Afghan Protection Force (PPF), composta da 13.500 membri, sotto la guida del Ministero della Difesa, al fine di migliorare il coordinamento tra le varie forze di sicurezza afghane nella campagna militare contro i militanti in tutto il Paese. Finora, le PPF erano responsabilità del Ministero dell’Interno. Ad avviso di Dunford, gli ufficiali afghani sono stati in grado di utilizzare efficacemente tecniche di intelligence, di sorveglianza e di ricognizione congiuntamente, facendo un “lavoro da manuale”, grazie al supporto degli americani. Per tali ragioni, il 2018 si prospetta un anno a favore delle forze di Kabul.

Dunford conosce l’Afghanistan molto bene in quanto è stato il comandante dell’International Seurity Assistance dell’alleanza atlantica dal febbraio 2013 all’agosto 2014. Il suo viaggio è avvenuto a pochi giorni di distanza da quello del segretario della Difesa americano, James Mattis, a Kabul, dove ha colloquiato con Ghani in merito a diverse questioni, tra cui la recente proposta di tregua avanzata dal leader afghano ai talebani. Il 28 febbraio, il presidente afghano si è detto disposto al dialogo con i combattenti, invitandoli a negoziare una tregua per porre fine all’instabilità del Paese. Tuttavia, i talebani non sembrano aver accolto positivamente la proposta di Ghani, la quale prevederebbe l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, l’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti e che prevedano ad una revisione costituzionale. Tuttavia, due giorni prima i combattenti avevano diffuso una lettera in cui avevano richiesto agli USA di accettare una risoluzione pacifica del conflitto. Nel documento, i militanti si erano altresì dichiarati di essere pronti al dialogo, suggerendo agli ufficiali statunitensi di colloquiare direttamente con il Political Office of Islamic Emirate in Qatar.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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