Vietnam: cancellato progetto petrolifero nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 23 marzo 2018 alle 18:38 in Asia Vietnam

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La compagnia di stato PetroVietnam ha ordinato alla compagnia petrolifera spagnola Repsol di sospendere un progetto industriale nell’area della costa sud-est del Vietnam, venerdì 23 marzo. La sospensione del progetto rischia di comportare una perdita di 200 milioni $ per la compagnia Repsol e i partner che hanno già contribuito all’investimento iniziale.

La decisione vietnamita sembra mostrare che la recente dimostrazione di forza da parte degli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale non abbia modificato i calcoli strategici del Paese, lasciando intaccata l’influenza della Cina.

Dal 2009, il Vietnam sta cercando di sviluppare un progetto petrolifero noto come “Red Emperor”. Giovedì 22 marzo, la trivella Ensco 8504 sarebbe dovuta partire da Singapore alla volta del punto di perforazione Block 07/03 che dovrebbe contenere 45 milioni di barili di petrolio e 172 miliardi di metri cubi di gas.

La compagnia spagnola Repsol, incaricata di attuare il progetto, è stata costretta a sospendere le perforazioni per la seconda volta dal governo vietnamita. Nel luglio 2017, il governo di Hanoi aveva bloccato ulteriori perforazioni nel Block 136/03, adiacente al Block 07/03.

La decisione di luglio era stata presa a seguito delle minacce cinesi di attaccare gli avamposti vietnamiti presenti nella zona di mare nota come Vanguard Bank, qualora le perforazioni fossero continuate. Si presume, quindi, che dietro alla nuova decisione di sospendere il progetto vi siano minacce provenienti da Pechino.

La ragione delle minacce cinesi risiede nella scelta, fatta dal governo di Hanoi, di sviluppare autonomamente le potenziali riserve petrolifere e di gas presenti al largo delle proprie coste. Altri Paesi del sud-est asiatico stanno subendo pesanti minacce da Pechino. Malesia, Brunei e Filippine, per esempio, sono messe sotto pressione dalla richiesta cinese di concedere uno “sviluppo congiunto” in aeree marittime nelle quali, secondo la Convenzione del diritto del mare (UNCLOS), avrebbero la proprietà esclusiva.

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Alice Barberis

di Redazione

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