Catalogna: il Parlamento boccia Turull, più vicina ripetizione del voto

Pubblicato il 23 marzo 2018 alle 15:29 in Europa Spagna

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Il Parlamento catalano, riunito d’urgenza nel pomeriggio di ieri, ha respinto la candidatura di Jordi Turull alla presidenza della Generalitat. A favore del candidato indipendentista, ex portavoce di Carles Puigdemont, hanno votato 64 deputati, mentre 65 hanno espresso voto contrario, 4 le astensioni.

Turull era sostenuto da Junts per Catalunya, la formazione dell’ex presidente Puigdemont, e da Sinistra Repubblicana di Catalogna, le due principali formazioni indipendentiste, rispettivamente di centro-destra e di centro-sinistra. Contrari tutti i partiti costituzionalisti, dai liberali di Ciudadans alla sinistra radicale di Catalunya en Comú-Podem, marca locale di Podemos, passando per socialisti e popolari. 

Decisiva l’astensione dei 4 deputati della sinistra anti-sistema indipendentista, Candidatura d’Unitat Popular (CUP). L’estrema sinistra indipendentista si è “posizionata all’opposizione, ha detto basta alle road map” – secondo le parole dei suoi rappresentanti, che chiedono “proclamazione d’indipendenza e repubblica subito”. A nulla è valso l’appello lanciato da Carles Puigdemont dalla Finlandia agli ex alleati. “Difenderemo la Repubblica in piazza” – ha reso noto la CUP.

Jordi Turull affronterà dunque oggi il processo a suo carico per reati connessi all’organizzazione del referendum illegale del 1 ottobre scorso da semplice deputato regionale e non da Presidente della Generalitat de Catalunya. La ex presidente del parlamento Carme Forcadell, la leader di Sinistra Repubblicana Marta Rovira e la ex assessore al lavoro e alle politiche sociali Dolors Bassa, che dovranno affrontare il processo assieme a Turull hanno deciso di dimettersi dal parlamento, per consentire a compagni di partito senza carichi pendenti di sedere alla camera di Barcellona.

Marta Rovira non si è poi presentata in tribunale, lasciando una lettera nella quale rende noto che ha abbandonato la Spagna, come hanno fatto prima di lei Carles Puigdemont, la leader anti-sistema Ana Gabriel e molti altri politici implicati nella trama indipendentista per sfuggire alla giustizia.

Il fallimento dell’investitura di Turull è una sconfitta per il presidente del parlamento Roger Torrent, accusato dall’opposizione e dal governo centrale di prevaricazione, avendo convocato una seduta plenaria d’urgenza nel pomeriggio di ieri per consentire al candidato di andare oggi in tribunale da Presidente.

La votazione di ieri avvia, inoltre, il normale calendario parlamentare, sospeso sin dal voto dello scorso 21 dicembre. Se i deputati catalani non dovessero eleggere un presidente entro il prossimo 22 maggio, il 15 luglio i catalani saranno chiamati nuovamente alle urne. La Comunità Autonoma rimane, dunque, in regime di amministrazione controllata, secondo quanto decretato dal Senato di Madrid lo scorso ottobre in funzione dell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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