Al-Shabaab colpisce Mogadiscio: almeno 14 morti

Pubblicato il 23 marzo 2018 alle 8:38 in Africa Somalia

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Un’autobomba è esplosa di fronte al Wehelihe hotel, un noto albergo di Mogadiscio situato presso Maka Al-Mukarrama Road, uccidendo almeno 14 persone e ferendone altre 10, giovedì 22 marzo. Tale via è molto frequentata in quanto piena di bar e negozi. Secondo i testimoni, la maggior parte delle vittime sono stati civili che stavano passeggiando o che erano presenti negli esercizi commerciali circostanti.

L’attentato è stato rivendicato dal gruppo terroristico Al-Shabaab, fondato in Somalia, nel 2006, e affiliata ad al-Qaeda. Fino al 2015, l’organizzazione controllava gran parte del Paese del Corno d’Africa, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi anni, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotels, check-points militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica. 

Gli ultimi attacchi rivendicati dal al-Shabaab si sono verificati il 2 marzo. Nel primo attacco, avvenuto nel nord-est del Kenya, i jihadisti hanno ucciso 5 poliziotti e ne ha feriti altri 3, in un’area dove già in passato avevano già attaccato obiettivi civili e militari. Il secondo attacco è avvenuto a circa 30 km da Mogadiscio, in Somalia, dove un’autobomba si è lanciata contro una base militare. Il giorno precedente, un’altra autobomba dei terroristi era esplosa a 15 km dalla capitale, uccidendo 3 persone e ferendone altre 2. L’attacco più mortale compiuto da al-Shabaab si è verificato il 14 ottobre 2017 a Mogadiscio, dove sono morte più di 500 persone. 

Alla luce della crescente minaccia terroristica, nel 2007, l’Unione Africana organizzò la missione di peacekeeping l’AMISOM, per assistere le autorità di Mogadiscio nel salvaguardare la sicurezza del Paese. Gli Stati che contribuiscono alla missione sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione Africana si trovano in Somalia, ma entro il 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dalla Somalia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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