Sarkozy accusato di corruzione passiva

Pubblicato il 22 marzo 2018 alle 16:24 in Europa Francia

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L’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, è stato accusato di corruzione passiva, finanziamento illegale della campagna elettorale e occultamento di fondi pubblici. Dopo due giorni di interrogatori a Nanterre, Parigi, la polizia ritiene che l’ex leader francese abbia accettato 5 milioni di euro in contati dal dittatore libico, Muammar Gheddafi, tra il 2006 e il 2007, con cui avrebbe finanziato la propria campagna elettorale di quell’anno. Dall’altra parte, Sarkozy sostiene che non ci siano abbastanza prove per accusarlo.

Le indagini sulla questione sono state avviate nell’aprile 2013 dalla Francia in seguito alla pubblicazione da parte de sito internet Mediapart di dichiarazioni rilasciate da Ziad Takieddine, un uomo d’affari franco-libanese, che ha rivelato di aver effettuato diversi viaggi tra Tripoli e Parigi con bagagli pieni di soldi tra il 2006 e il 2007, nel pieno della campagna elettorale francese. In particolare, Takieddine avrebbe affermato di aver trasferito i contanti direttamente dal capo dell’intelligence di Gheddafi, Abdullah senussi, al direttore della campagna elettorale di Sarkozy. Lo stesso figlio dell’ex dittatore libico, Muhammar Gheddafi, Said, aveva poi dichiarato che l’ex presidente francese doveva restituire alla Libia i soldi che aveva accettato, riferendo di avere le prove per dimostrarlo.

Secondo quanto affermato da Sarkozy, da quando è iniziata l’indagine, starebbe vivendo “in un inferno”. L’ex presidente avrebbe chiesto ai magistrati di considerarlo un testimone, e non un sospettato, in quanto, a suo avviso, è vittima di una manipolazione architettata in passato da Gheddafi e dai suoi seguaci. “Nelle ore dei miei interrogatori ho provato con tutte le mie forze a dimostrare che non esistono prove schiaccianti della mia corruzione”, ha affermato Sarkozy in un comunicato. A suo avviso, le accuse erano state avanzate per la rabbia del rovesciamento del regime di Gheddafi, effettuato dall’intervento della NATO tra il marzo e l’ottobre 2011, nell’ambito del quale la Francia aveva giocato un ruolo di guida per fornire supporto ai ribelli libici. All’epoca, Sarkozy era ancora presidente e aveva ordinato lui stesso l’intervento militare nel Paese nordafricano. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto di avere abbastanza materiale per accusarlo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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