22 marzo 2018: secondo anniversario degli attacchi di Bruxelles

Pubblicato il 22 marzo 2018 alle 12:28 in Belgio Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 22 marzo 2018 ricorre il secondo anniversario degli attentati di Bruxelles, rivendicati dall’ISIS, in cui morirono complessivamente 35 persone, compresi 3 attentatori, e ne rimasero ferite circa altre 300, di cui 62 in modo molto grave. Due attacchi si verificarono presso l’aeroporto internazionale di Zaventem, mentre uno presso la stazione metropolitana di Maalbeek. Si è trattato dell’operazione terroristica coordinata più mortale mai subita dal Belgio.

La mattina del 22 marzo 2016, poco prima delle 8:00 locali, Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui si fecero esplodere a distanza di pochi secondi in prossimità della hall delle partenze. Il primo, cittadino belga di origini marocchine, aveva 30 anni ed era stato espulso dalla Turchia nel 2015 poiché sospettato di terrorismo. Dopo essersi stabilito in Olanda era poi andato in Belgio, le cui autorità erano state informate in merito ai sospetti dei turchi. Pochi giorni prima dell’attentato, il 16 marzo 2016, Ibrahim El Barkraoui, insieme al fratello Khalid, era riuscito a evitare la cattura in un raid delle forze di sicurezza di Bruxelles. Il secondo attentatore di Zaventem, Najim Laachraoui, anch’egli cittadino belga di origini marocchine, aveva 24 anni, ed era noto per essere un militante dell’ISIS in quanto, nel 2013, si era recato in Siria dove era rimasto tra le fila dell’organizzazione fino al 2014. Nel febbraio 2016, accusato di essere legato a una cellula terroristica che reclutava jihadisti in Siria, Najim Laachraoui subì un processo, la cui sentenza non era ancora stata emessa al momento dell’attacco di Bruxelles. Come Ibrahim El Bakraoui, anche Najim Laachraoui era scampato ai raid della polizia belga dei primi mesi del 2016. In tali operazioni, tra il 15 e il 18 maggio di quell’anno, venne catturato Salah Abdeslam, ricercato poiché aveva preso parte agli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, in cui morirono 130 persone. La polizia belga ha individuato un terzo attentatore, l’allora 27enne Mohamed Abrini, anch’egli di origini marocchine, che appare nei video di sorveglianza dell’aeroporto vicino ai due terroristi. Arrestato dalle forze di sicurezza l’8 aprile 2016, è stato accusato di aver assistito gli altri due ad entrare in aeroporto, dove non è riuscito a far esplodere il proprio ordigno.

La terza esplosione del 22 marzo 2016 si verificò verso le 9:11 locali, all’altezza della fermata metro di Maalbeek, sul vagone centrale del treno. Tale fermata si trova in prossimità della Commissione Europea, nel centro di Bruxelles, a 10 km dall’aeroporto di Zaventem. Il kamikaze era Khalid El Bakraoui, classe 1989, fratello di Ibrahim El Bakraoui, già noto alle autorità europee. Nell’agosto 2015, l’Interpol aveva emesso un mandato di arresto nei suoi confronti, in quanto sospettato di legami terroristici. Un quinto attentatore, il 24enne Osama Krayem, è stato arrestato l’8 aprile 2016 dalla polizia belga con l’accusa di aver preso parte all’attentato nella metro, aiutando Khalid El Bakraoui a compiere l’attacco suicida.

In seguito al 22 marzo 2016, le autorità del Belgio hanno iniziato a elaborare una lista di riforme per migliorare le proprie capacità investigative, al fine di prevenire futuri attacchi terroristici. Nonostante siano stati stanziati 400 milioni di euro per le operazioni anti-terrorismo, il Belgio è ostacolato da una serie di vincoli istituzionali, legati alla struttura di governo decentralizzata che rende difficile la condivisione di informazioni e la collaborazione tra i vari organi di sicurezza. Nel corso di tutto il 2016, il Belgio ha rafforzato gli sforzi nel cercare di sventare, prevenire e punire qualsiasi atto di terrorismo, portando avanti una stretta collaborazione con gli Stati Uniti. Ne è conseguito che, nel 2017, il Belgio è stato teatro di attacchi terroristici di minore entità rispetto a quelli dell’anno precedente. Il primo si è verificato il 20 giugno scorso, quando il 36enne marocchino Oussama Z. è stato abbattuto dalle forze di sicurezza belghe nella Gare Centrale di Bruxelles, dopo aver cercato di innescare un’esplosione, inneggiando al jihad. Nessuno è stato ferito e la stazione non ha subito alcun danno. L’uomo viveva nel distretto di Molenbeek della capitale belga, e aveva assemblato da solo l’ordigno che, secondo la polizia, avrebbe causato un’esplosione di piccola entità. Il secondo attacco è avvenuto il 25 agosto 2017, quando il 30enne somalo Haashi Ayaanle ha accoltellato 2 soldati nel centro di Bruxelles, nelle vicinanze del Grand Place.

Occorre ricordare che il Belgio è un membro attivo della Coalizione Globale a guida americana contro l’ISIS in Siria e in Iraq. Bruxelles ha infatti messo a disposizione 6 jet F-16 per le operazioni aeree nei due Paesi mediorientali, in cooperazione con l’Olanda, e le sue forze speciali addestrano le forze di sicurezza irachene.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.