Regno Unito: Russia accumulava gas nervino in segreto

Pubblicato il 18 marzo 2018 alle 16:41 in Russia UK

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Il segretario degli Esteri britannico, Boris Johnson, ha accusato la Russia di aver accumulato di nascosto il gas nervino usato per avvelenare l’ex agente segreto russo residente in Inghilterra.

Domenica 18 marzo, Johnson ha riferito all’emittente BBC che il Paese ha prove concrete per sostenere che negli ultimi 10 anni la Russia non solo ha fatto ricerche sul trasferimento di agenti nervini con l’obiettivo di assassinii mirati, bensì ha anche sintetizzato la miscela letale in questione, chiamata Novichok, e la ha accumulata per anni in riserve segrete. Johnson ha altresì affermato che, in caso la sua ipotesi si riveli corretta, ciò risulterebbe in una aperta violazione della Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi del 1993, di cui Mosca è uno dei Paesi firmatari. Vladimir Chizhov, ambasciatore russo presso l’Unione Europea, ha affermato che il suo Paese ha distrutto tutte le proprie riserve di sostanze chimiche illegali, e ha ipotizzato che il gas nervino usato per avvelenare l’ex agente segreto russo sia stato sintetizzato nei laboratori britannici. Johnson ha respinto tali accuse affermando che le reazioni di Mosca, riassumibili in una commistione di sarcasmo e offuscamento delle notizie, sono atteggiamenti tipici di un Paese che non si reputa davvero innocente. Johnson ha infine aggiunto che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è prossimo a un incontro speciale per decidere quali misure intraprendere, se necessario, contro la Russia.

La Gran Bretagna sostiene che la Russia abbia usato il composto di gas nervini Novichok, risalente al periodo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), per uccidere Sergei Skripal e sua figlia, in quella che sembra essere la prima offensiva mirata con gas nervini condotta sul suolo europeo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi. La Russia, dal canto suo, ha respinto le accuse e smentito ogni tipo di coinvolgimento nel tentativo di omicidio dei due connazionali.

Alcuni funzionari del Comitato di controllo mondiale sulle armi chimiche arriveranno nel Regno Unito lunedì 19 marzo, con l’obiettivo di indagare i campioni utilizzati per l’attacco; i risultati di tale inchiesta saranno noti entro le due settimane successive, ha riferito il ministero degli Esteri inglese.

In un’escalation di tensioni diplomatiche, la Gran Bretagna e la Russia hanno espulso, rispettivamente mercoledì 14 e sabato 17 marzo, 23 diplomatici russi la prima, e britannici la seconda, dai propri confini in seguito all’avvelenamento con gas nervino dell’ex spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija. La premier inglese, Theresa May, aveva sospeso le relazioni diplomatiche ad alto livello e dichiarato che nessun membro della famiglia reale inglese avrebbe assistito ai mondiali di calcio in Russia. Il governo britannico era giunto alla conclusione che era “assai probabile” che i servizi segreti russi avessero orchestrato l’assassinio per avvelenamento degli Skripal’ nella città inglese di Salisbury. Allo stato attuale i due russi avvelenati sono in serio pericolo di vita da quando sono stati trovati in stato di collasso su una panchina della città di Salisbury il 7 marzo, quasi due settimane fa.

Sergeij Skripal è un ex colonnello russo, all’epoca operante nei servizi segreti dell’esercito di Mosca, e dopo il suo trasferimento sul suolo inglese ha consegnato decine di agenti russi al Regno Unito diventando sgradito al governo russo per mancata lealtà verso la madrepatria. Nel dicembre del 2004, l’uomo è stato arrestato dai servizi segreti della Federazione russa (FSB, erede del KGB sovietico) e processato. L’esito del processo è risultato nell’incriminazione dell’ex spia per alto tradimento verso la madrepatria e nella condanna a 13 anni di prigione. Nel 2010, Skripal si è trasferito stabilmente nel Regno Unito.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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