Caso Skripal’: Mosca espelle 23 diplomatici britannici

Pubblicato il 17 marzo 2018 alle 12:53 in Russia UK

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La Russia ha deciso di espellere 23 diplomatici britannici, che dovranno lasciare il Paese entro una settimana.

La decisione, presa sabato 17 marzo dal Ministero degli Esteri in seguito a un incontro con l’ambasciatore del Regno Unito in Russia, Laurie Bristow, è la risposta all’annuncio della premier britannica, Theresa May, di espellere 23 diplomatici russi legati all’avvelenamento con gas nervino dell’ex spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija. La May aveva sospeso le relazioni diplomatiche ad alto livello e dichiarato che nessun membro della famiglia reale inglese avrebbe assistito ai mondiali di calcio in Russia. Il governo britannico era giunto alla conclusione che era “altamente probabile” che i servizi segreti russi avessero organizzato l’avvelenamento degli Skripal’ nella città inglese di Salisbury.

La May è sostenuta da Francia, Germania e Stati Uniti, che affermano che “non c’è nessun’altra spiegazione alternativa plausibile” all’attacco, se non una responsabilità russa. Secondo i funzionari britannici, il gas impiegato è noto come Novichok e prodotto in Russia. Il ministro degli Esteri del Regno Unito, Boris Johnson, ha dichiarato che è altamente possibile che sia stato lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, a dare personalmente ordine di eseguire l’attacco contro Skripal’.

Mosca aveva definito “inaccettabile” la decisione del governo britannico e il Ministero degli Esteri russo aveva affermato che Londra “cercava lo scontro”. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, parlando alla stampa, aveva respinto ogni responsabilità da parte della Russia e ha dichiarato che “la Russia è pronta a cooperare in conformità con la Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, se il Regno Unito si impegna a rispettare gli obblighi internazionali assunti con lo stesso strumento”.

Oltre ad espellere i diplomatici britannici, Mosca ha altresì deciso di chiudere il British Council in Russia, un istituto culturale che organizza programmi educativi, linguistici e artistici, e ha vietato al Regno Unito di aprire un consolato generale a San Pietroburgo.

Skripal’ fu arrestato in Russia nel 2006 e condannato a 13 anni di detenzione perché colpevole di aver comunicato ai servizi segreti del Regno Unito (MI6), le identità di agenti segreti russi che lavoravano sotto copertura in Gran Bretagna, dietro un compenso di 100.000 sterline. Skripal avrebbe collaborato con l’MI6 dal 1995 al 1999, anno in cui andò in pensione, continuando tuttavia a fornire agli inglesi documenti o informazioni in suo possesso. Nel 2010, nel quadro di uno scambio di spie concordato da Mosca e Washington, Skripal’ fu graziato dal presidente russo Dmitrij Medvedev e si trasferì in Gran Bretagna.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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