USA impongono sanzioni contro 19 individui ed entità russe

Pubblicato il 16 marzo 2018 alle 18:25 in Russia USA e Canada

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Il Tesoro statunitense ha sanzionato 19 individui ed entità russe vicine al presidente Vladimir Putin, condannando il Cremlino per il sospetto attacco chimico compiuto a Salisbury contro la spia russa Sergej Skripal’ e della figlia Julija, domenica 4 marzo. Tra le altre motivazioni delle sanzioni, gli ufficiali americani hanno indicato anche la presunta interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e alcuni cyber attacchi compiuti dalla Russia nei confronti di alcune strutture nucleari. Nonostante il presidente Donald Trump abbia espresso il desiderio di mantenere buone relazioni, è evidente che con tale mossa gli USA hanno adottato una posizione più dura nei confronti di Mosca.

Reuters riporta che le nuove sanzioni hanno indotto alcuni analisti russi a chiedere se l’amministrazione americana stesse di fatto agendo contro la volontà del presidente, il quale si è sempre mostrato positivo nei confronti di Putin e della Russia. Ad avviso di un diplomatico che ha parlato con l’emittente in condizioni di anonimità, tale evoluzione nell’atteggiamento americano verso Mosca è da attribuirsi ad alcune questioni. La prima sarebbe costituita dagli scontri tra le forze appoggiate dagli USA e le forze sostenute dalla Russia presso la città siriana di Deir al-Zor, nel mese di febbraio. La seconda questione sarebbe uinvece l’ammissione del Cremlino di aver aiutato il governo siriano a “distruggere” i ribelli nel territorio del Ghouta orientale, dove è in corso un assedio da parte delle forze fedeli al presidente siriano Bashar Al-Assad. La terza sarebbe infine il video che Putin ha diffuso il primo marzo che mostrava un’arma che sorvolava una mappa che somigliava alla Florida, dove si trova il resort di Trump a Mar-a-Lago. “Queste tre ragioni, prese insieme, hanno portato l’amministrazione americana a cambiare atteggiamento”, ha spiegato il diplomatico.

Se da una parte è chiaro che la Casa Bianca sta contrastando la visione di Trump sulla Russia, dall’altra non è ancora chiaro se tale cambiamento sarà di breve o lungo termine. Secondo un ufficiale dell’amministrazione, l’approccio positivo verso il Cremlino che il leader americano ha voluto imporre da quando ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, non è stato poi corrisposto da Mosca, la quale non sembra essere interessata a mantenere buoni rapporti con gli USA. Dal momento che, in seguito all’attacco con il gas nervino contro la spia russa, nonostante le smentite della Russia, gli Stati Uniti si sono uniti a Regno Unito, Germania, Francia nell’attribuire la colpa a Mosca, è presumibile che Trump si trovi in difficoltà. Ad avviso di Eugene Rumer, un ex ufficiale dell’intelligence americana che si occupava della Russia, l’approccio di Trump, in definitiva, è guidato dall’indagine sul Russiagate. Per tale ragione, le mosse del leader della Casa Bianca verranno determinate dall’entità della minaccia che tale indagine esercita sulla sua posizione politica.

In seguito all’annuncio delle sanzioni contro gli individui russi, gli ufficiali americani hanno reso noto che ulteriori misure verranno adottate a breve per contrastare le attività nocive del Cremlino. In reazione a tale mossa, secondo quanto riportato dalla CNN, la Russia starebbe allargando la propria lista nera di americani. Il vide ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov, ha riferito che Mosca si appellerà al principio di parità nel rispondere a Washington. Ryabkov ha aggiunto che non era intenzione della Russia ricorrere a tali misure, in quanto il suo obiettivo sarebbe quello di mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti per stabilizzare le relazioni bilaterali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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