Nicaragua: stretta sui social network

Pubblicato il 16 marzo 2018 alle 6:00 in America Latina America centrale e Caraibi

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“I social media stanno influenzando negativamente i nicaraguensi e stanno minando la convivenza civile nel paese” – ha dichiarato la vicepresidente del Nicaragua Rosario Murillo, intervenendo in diretta alla TV di stato lo scorso lunedì 12 marzo. Pertanto – ha continuato la vicepresidente – ha preso personalmente contatto con il Presidente dell’Assemblea Nazionale per modificare la legge che regola l’accesso e l’uso dei social network in Nicaragua.

In un paese dove ogni manifestazione contro il governo è duramente repressa, le parole della vicepresidente hanno immediatamente fatto pensare ad una prossima legge di censura. Dal ritorno al potere dei sandinisti nel 2006, leggi simili hanno colpito le radio, in particolare quelle locali e delle comunità indigene. 

Le dichiarazioni di Rosario Murillo, che è anche la moglie del presidente Daniel Ortega, hanno suscitato un’ondata di indignazione su Facebook, Twitter e YouTube, proprio i media che vorrebbe censurare.

“Costruire la concordia è stato molto faticoso ed è costato troppo al paese, questa concordia noi dobbiamo proteggerla” – ha affermato Murillo, facendo riferimento alla lunga guerra civile che ha insanguinato il paese fino al 1990. L’opposizione accusa che norme restrittive non siano previste per i cinque canali televisivi gestiti dai figli della coppia presidenziale, che “certamente non favoriscono la concordia di cui parla Rosario Murillo”.

Il parlamento di Managua ha iniziato a studiare possibili riforme alle leggi sull’accesso alle reti sociali e sull’uso delle stesse il 15 marzo.

Causa scatenante della guerra ai social lanciata dal governo sandinista sarebbero state le polemiche seguite alla premiazione da parte della vicepresidente di un’adolescente come “la madre più giovane del Nicaragua” – premio concesso da una radio vicina agli Ortega – in flagrante violazione della legge che prevede che mettere incinta una minore di 16 anni equivale a violenza sessuale. 

Particolarmente critico nei confronti di Murillo è stato il giornalista Carlos Fernando Chamorro, conduttore di un seguitissimo programma televisivo d’indagine e direttore del quotidiano Confidencial, che gli Ortega considerano “portavoce dell’imperialismo USA” nel paese. Chamorro è figlio di Pedro Joaquín, assassinato nel 1978 per ordine dell’allora dittatore Anastasio Somoza, e di Violeta Barrios, presidente del Nicaragua dal 1990 al 1996.

Daniel Ortega, leader della guerriglia sandinista contro la dittatura di Somoza negli anni ’70, è stato presidente del Nicaragua dal 1979, in seguito al trionfo della rivoluzione sandinista, al 1990, quando, indette le prime elezioni libere, fu sconfitto da Violeta Barrios de Chamorro. Nel corso del suo primo mandato il paese fu teatro di una violenta guerra civile tra il governo e “la Contra”, i controrivoluzionari finanziati dagli USA. L’elezione di Violeta Chamorro e la transizione da lei gestita pose le basi per la pace e per l’instaurazione di una democrazia piena in Nicaragua.

Rieletto nel 2006, Ortega ha creato attorno a sé un regime personalistico culminato con l’elezione della moglie alla vicepresidenza nel 2016. I critici del presidente considerano Rosario Murillo la vera “padrona del Nicaragua”, che agisce come “un potentissimo primo ministro” in un paese che non prevede questa carica.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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