Caso Skripal’: l’ira di Mosca

Pubblicato il 15 marzo 2018 alle 15:31 in Russia UK

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Nel caso Skripal’ il Regno Unito sta tentando grossolanamente di fuorviare l’opinione pubblica mondiale. A sostenerlo il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov.

“Continueremo a sostenere il diritto internazionale e i nostri argomenti con i nostri partner, il Regno Unito non ha fornito alcuna prova di quanto sostiene, le azioni e le dichiarazioni anti-russe sono un tentativo, peraltro volgare, di indurre in errore l’opinione pubblica mondiale” – ha affermato il capo della diplomazia russa, reagendo alla decisione britannica di espellere 23 diplomatici russi e di interrompere le relazioni diplomatiche ad alto livello con Mosca.

Lavrov ha accusato il governo britannico di agire come Andrej Vyšinskij, il famigerato procuratore sovietico responsabile dell’accusa in occasione dei processi di Mosca degli anni 1936-38, strumento chiave delle purghe staliniane. Andrej Vyšinskij era famoso, ha ricordato Lavrov, per non tenere le prove in nessun conto, ma di poggiare la sua azione giudiziaria solo sul sospetto.

“Londra – prosegue Lavrov – non ha fornito nessuna prova, non ha informato Mosca di nessun avanzamento nelle indagini, né ha mai risposto alle richieste russe di chiarimento sui progressi nel programma di distruzione delle armi chimiche”. Mosca ha infatti reso noto di aver distrutto le armi chimiche in suo possesso alla fine del 2017, dieci anni dopo la data – non rispettata da alcun paese – prevista dalla convenzione del 1993, mentre Londra non ha ancora fornito dettagli in materia.

Il ministro degli esteri russo ha criticato anche la mossa britannica di inviare al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres una lettera della premier Theresa May in cui si sostiene che la sostanza utilizzata per avvelenare Skripal’ e la figlia Julija è stata prodotta in Unione Sovietica e passata quindi in possesso della Federazione russa. “Una sceneggiata politica” – ha commentato lapidario Lavrov.

Il Cremlino, frattanto, tramite il portavoce Dmitrij Peskov, ha reso noto che la risposta di Mosca alle espulsioni dei diplomatici russi arriverà e che la reazione ad eventuali iniziative britanniche contro i media russi dopo il caso Skripal’ non si farà attendere e sarà improntata sul principio di reciprocità. Peskov ha sottolineato anche come l’avvelenamento dell’ex funzionario dell’intelligence russa a Salisbury non sia affare del Cremlino.

“Proporre teorie su quanto accaduto è inappropriato: il Cremlino non indaga su fatti del genere, specialmente quelli che hanno avuto luogo al di fuori del nostro territorio” – ha tagliato corto il portavoce di Putin.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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