Qatar – UAE: accordo petrolifero nonostante l’embargo

Pubblicato il 14 marzo 2018 alle 9:32 in Emirati Arabi Uniti Qatar

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La compagnia petrolifera nazionale qatarina Qatar Petroleum ha firmato un accordo di concessione petrolifera con gli Emirati Arabi Uniti, nonostante le tensioni tra i due Paesi, dovute all’imposizione di un embargo nei confronti di Doha.

In un comunicato emanato martedì 13 marzo, il presidente e CEO della società Qatar Petroleum, Saad Sherida Al-Kaabi, ha dichiarato: “Siamo lieti di aver firmato questo accordo di concessione petrolifera, che garantirà lo sviluppo del giacimento petrolifero di Al-Bunduq per molti anni”. Si tratta un piccolo giacimento petrolifero, situato vicino al confine marittimo tra il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, che era stato scoperto nel 1965 ed era diventato operativo a partire dal 1975.

L’accordo di concessione è stato firmato oltre che dalla società Qatar Petroleum, anche dal Supremo Consiglio del Petrolio di Abu Dhabi, dalla compagnia nazionale petrolifera emiratina Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), dalla società giapponese United petroleum Development Co Ltd e dalla Bunduq Company Limited, che condividono il giacimento petrolifero di Al-Bunduq. Quest’ultima, in particolare, gestisce il giacimento ed è posseduta dalla United Petroleum Development Co Ltd.

In questo contesto, la società qatarina ha dichiarato che “la firma del nuovo accordo giunge allo scadere dell’accordo petrolifero originale, che si era concluso l’8 marzo 2018”. Il contratto sostituirebbe quello precedente, firmato nel marzo 1953 dall’allora emiro di Abu Dhabi e dalla società inglese D’Arcy Exploration Company Limited. Nel marzo 1969, Doha e Abu Dhabi avevano firmato un accordo, secondo il quale il giacimento petrolifero di Al-Bunduq sarebbe stato posseduto in parti uguali dai due Paesi.

Lo stesso giorno, gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato il rinnovo del contratto, ma hanno specificato anche che tale accordo non comprenderebbe “comunicazioni o impegni diretti tra i due Stati”. La firma dell’accordo è giunta in un momento in cui i rapporti tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono molto tesi. Abu Dhabi, insieme ad Arabia Saudita, Egitto e Bahrein, è uno dei quattro Paesi dell’embargo, ovvero gli Stati che, il 5 giugno 2017, avevano interrotto le relazioni diplomatiche con Doha, ritenendo il Paese colpevole di sostenere e finanziare le organizzazioni terroristiche. Da parte sua, il Qatar aveva respinto le accuse, dichiarandosi disponibile ad avviare un dialogo diretto per risolvere la crisi. Il 23 giugno, i quattro Paesi avevano inviato a Doha, attraverso la mediazione del Kuwait, una lista di 13 richieste che il Paese avrebbe dovuto accettare entro dieci giorni per porre fine all’embargo. Il Qatar aveva rifiutato le richieste, giudicandole in contrasto con il principio di sovranità nazionale, affermando, però, di essere pronto al dialogo per trovare una soluzione alla crisi. Tra le richieste presentate a Doha vi erano l’interruzione dei rapporti con l’Iran, la chiusura immediata della base militare turca in Qatar e la chiusura dei canali di Al Jazeera Media Network.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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