Myanmar: costruite basi militari al posto delle case dei Rohingya

Pubblicato il 14 marzo 2018 alle 20:00 in Asia Myanmar

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Amnesty International è entrata in possesso di immagini satellitari che mostrano la costruzione in atto di basi militari dove, fino a poco tempo prima, viveva parte della minoranza Rohingya in Myanmar.

Nel corso del 2017, a seguito della brutale repressione avviata dal governo del Myanmar, circa 700.000 persone appartenenti alla minoranza islamica Rohingya sono state costrette ad abbandonare i propri villaggi e a trovare rifugio in Bangladesh. Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno definito l’azione del governo come un atto di pulizia etnica mentre questo afferma di aver semplicemente risposto agli attacchi perpetrati ad Agosto 2017 dall’Arakan Rohingya Salvation Army.

Il rapporto di Amnesty International mostra come più di 350 villaggi Rohingya siano stati ditrutti. “Quello a cui stiamo assistendo è un’appropriazione indebita di terreno da parte del governo per scopi militari”, ha sottolineato Tirana Hassan, direttore del centro di risposta crisi di Amnesty International. Le nuove basi militari dovrebbero ospitare, una volta costruite, proprio quelle forze di sicurezza che hanno commesso crimini contro l’umanità nei confronti della minoranza Rohingya.

Prima dell’uscita del rapporto di Amnesty, i portavoce del governo del premio Nobel Aung San Suu Kyi avevano promesso che i villaggi sarebbero stati abbattuti solo per costruirne di nuovi in attesa del rientro in patria dei rifugiati. Nel novembre 2017 Myanmar e Bangladesh erano riusciti a raggiungere un accordo in merito alla questione dei rimpatri della minoranza islamica.  Tuttavia, la costruzione di nuove case non è ancora iniziata mentre i lavori per le basi militari procedono a buon ritmo.

“i Rohingya che sono fuggiti alle persecuzioni da parte delle forze di sicurezza difficilmente saranno incentivati a ritornare in Myanmar qualora dovessero essere costretti a vivere vicino ai loro persecutori”, ha fatto notare Amnesty International.

Il governo di Yangon e l’apparato militare non hanno ancora commentato ufficialmente quanto riportato dal rapporto di Amnesty International.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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