USA: Dipartimento di Giustizia propone divieto sui “bump stock” per le armi

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 18:06 in USA e Canada

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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha proposto un regolamento che prevede il divieto dei “bump stock”, quei dispositivi che permettono di modificare un’arma per permettere di fare fuoco più velocemente.

La mozione è stata proposta sabato 10 marzo. Uno degli alti funzionari del Dipartimento di Giustizia americano, Jeff Sessions, ha rilasciato una dichiarazione dove spiega che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è fermamente convinto della necessità di garantire la sicurezza e la tranquillità di ogni cittadino americano, e pertanto ha richiesto ai suoi funzionari di proporre un regolamento riguardo i bump stock. Per questo motivo, il Dipartimento di Giustizia ha proposto all’Ufficio per la gestione e il bilancio un regolamento per far sì che tali dispositivi vengano considerati parti di mitragliatrici. Questo tipo di arma, infatti, è ufficialmente vietato dalla legge statunitense. Pertanto, se la proposta di regolamento verrà accolta, acquistare o vendere i bump stock diventerà illegale.

La decisione dovrà essere approvata dall’Ufficio per la gestione e il bilancio prima di essere pubblicata. Tuttavia, il documento non dovrà passare anche al Congresso, dove avrebbe potuto incontrare resistenza a causa del potere che le lobby a favore delle armi esercitano presso l’organo.

La critica ai bump stock era sorta in seguito all’uccisione di massa avvenuta a Las Vegas l’1 ottobre 2017. Stephen Craig Paddock, un uomo di 64 anni, aveva ucciso almeno 59 persone e ne aveva ferite altre 527 durante un concerto all’aperto, sparando con un’arma automatica da due finestre della propria camera d’albergo, situata al 32esimo piano dell’hotel Mandalay Bay. Nell’occasione, Trump si era pronunciato a favore del divieto, ma non era stata fatta nessuna proposta di regolamentazione.

La discussione si era riaperta in seguito alla sparatoria di Parkland, in Florida, dove il 14 febbraio il 19enne Nikolas Kruz aveva ucciso 17 persone presso la Marjory Stoneman Douglas High School. Gli studenti sopravvissuti e i genitori delle vittime si erano mobilizzati per richiedere controlli più severi in tutta la nazione. Il 28 febbraio, con grande stupore da parte di repubblicani e democratici, il presidente Trump, in un discorso trasmesso in diretta nazionale, aveva chiesto ai legislatori del Paese di reintrodurre un regolamento che imponesse maggiori controlli sui detentori di armi.

Venerdì 9 marzo, lo Stato della Florida aveva approvato una legge che impone una serie di cambiamenti sui requisiti di detenzione delle armi, innalzando il limite di età per l’acquisto e consentendo ad alcuni membri dello staff nelle scuole di portare con se’ un’arma sul posto di lavoro.

La National Rifle Association (NRA), un’associazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco negli Stati Uniti, ha aperto una causa legale federale contro la Florida per far revocare le nuove condizioni di acquisto di armamenti, spiegando che volano i diritti costituzionali americani. Inoltre, la NRA, che aveva supportato Trump durante la sua campagna elettorale, si era scagliata anche contro il presidente, in seguito al suo annuncio del 28 febbraio.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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