Stati Uniti: “Russia in combutta con Assad”

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 16:58 in Russia USA e Canada

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In seguito alla notizia di probabili attacchi al cloro nel Goutha orientale, il segretario alla Difesa americano, Jim Mattis, rivolgendosi al governo siriano, ha affermato che non è “per niente saggio” usare armi chimiche; ha poi criticato il sostegno russo a Damasco.

Domenica 11 marzo, Mattis ha affermato che se sarà confermato l’uso del cloro negli attacchi condotti dalle forze governative siriane nel Goutha orientale, il governo siriano dovrà aspettarsi delle conseguenze. Successivamente Mattis ha fatto riferimento a un raid missilistico nordamericano avvenuto il 6 aprile 2017 e diretto contro una base aerea siriana, in seguito all’uso di tale struttura di gas nervino Sarin per effettuare alcuni attacchi; in tale contesto, ha commentato il segretario per la Difesa, il presidente degli Stati Unit, Donald Trump, aveva “pieno margine di manovra politico” per prendere qualunque decisione credesse opportuna. Inoltre, ha aggiunto Mattis, non sarebbe nient’affatto saggio per il governo siriano utilizzate gas e armi chimiche, come anche il presidente Trump e la sua amministrazione hanno fatto presente senza lasciare spazio a dubbi o incomprensioni. Tali commenti sono stati fatti da Mattis mentre si rivolgeva a un gruppo di giornalisti in viaggio con lui prima di atterrare a Oman. Mattis ha infine affermato di non avere ancora prove schiaccianti circa l’utilizzo di gas cloro nei recenti attacchi nel Goutha orientale, ma ha aggiunto che sono numerose le fonti mediatiche che hanno riportato tale notizia.

Mattis ha altresì redarguito Mosca per via del sostegno che essa presta ad Assad, suggerendo che la Russia potrebbe addirittura essere alleata ad Assad nel portare avanti attacchi ai danni dei civili. Mattis ha affermato: “O la Russia è incompetente o è in combutta con Assad. Vi è un enorme numero di segnalazioni di gas cloro o sintomi risultanti da esso”.

Il 5 marzo, la Casa Bianca ha reso noto che alcuni aerei da guerra russi sarebbero partiti dalla base aerea di Humaymim, in Siria, e avrebbero effettuato almeno 20 bombardamenti nel Ghouta tra il 24 e il 28 febbraio. “Mosca ha ignorato il cessate il fuoco imposto dall’Onu e ha ucciso civili innocenti con la copertura di effettuare missioni antiterrorismo”, ha riferito in tale occasione il comunicato della Casa Bianca. Interrogato in proposito, Mattis non ha rilasciato commenti circa la possibilità che gli stessi jet russi avvistati possano aver bombardato la regione, ma ha affermato che Mosca è coinvolta in entrambi i casi, sia se il bombardamento è avvenuto direttamente, sia indirettamente, qualora i jet abbiano rifornito le forze governative siriane.

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, nel mese di marzo, ha affermato che i raid aerei condotti dal governo siriano nel Goutha orientale, così come i bombardamenti provenienti dalle zone in mano ai ribelli e diretti contro Damasco, costituiscono con alta probabilità veri e propri crimini di guerra.

Tanto i soccorritori sul campo quanto gli attivisti dell’opposizione hanno accusato il governo del presidente Bashar al-Assad di aver condotto attacchi chimici al cloro durante l’offensiva nel Goutha orientale. Finora, il governo ha sempre respinto tale accusa. Damasco e Mosca hanno inoltre accusato i ribelli siriani di aver intenzionatamente orchestrato gli attacchi con armi chimiche per incolpare il governo siriano di far uso di simili strumenti. Assad ha giurato di portare avanti la campagna militare nella regione. A otto anni dall’inizio della guerra civile, scoppiata nel Paese mediorientale il 15 marzo 2011, la conquista del Goutha est, finora in mano ai ribelli, sarebbe per il governo di Assad un’enorme vittoria. Grazie al sostegno militare fornito dalla Russia e dall’Iran, le forze governative siriane sono già riuscite a riprendere il controllo di numerose aree cadute in mano ai ribelli.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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