Palestina: autorità rifiutano incontro con Stati Uniti su Gaza

Pubblicato il 11 marzo 2018 alle 13:32 in Palestina USA e Canada

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L’Autorità Palestinese ha rifiutato l’invito, da parte della Casa Bianca, di partecipare a un summit a Gaza la settimana prossima, il 13 marzo.

Secondo quanto riportato da Jason Greenblatt, un assistente del presidente statunitense, Donald Trump, l’incontro sarà una sessione di brainstorming volta alla risoluzione della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e al miglioramento della vita nell’enclave. Greenblatt ha dichiarato che l’obiettivo del presidente statunitense, Donald Trump, è migliorare la vita nell’area e di conseguenza costruire un’economia che possa auto-sostenersi. “Tutto questo non sarà solo a favore dei palestinesi e degli Stati Uniti, ma sarà anche funzionale agli interessi di Israele ed Egitto” ha aggiunto, sottolineando che Gaza si trova sull’orlo del collasso a causa dell’incapacità del gruppo terroristico di Hamas di governare. “Ad Hamas non dovrebbe essere permesso di partecipare al futuro governo, fin quando non aderirà alle condizioni stilate da Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite, fra le quali figurano l’impegno alla non violenza, il riconoscimento dello Stato di Israele e l’accettazione di accordi già esistenti tra le parti, nonché il disarmo e la partecipazione a trattative pacifiche”.

Un funzionario senior palestinese, Ahmad Majdalani, ha comunicato all’emittente radio Voice of Palestine, venerdì 9 marzo, che non parteciperà all’incontro poiché ciò che sta avvenendo a Gaza è una questione puramente politica. “Gli Stati Uniti sono consapevoli che la vera causa della tragedia nella Striscia di Gaza è l’ingiusto assedio da parte di Israele. Ciò che l’area necessita non è una soluzione politica al problema, non una di tipo umanitario” ha spiegato. Majdalani, che è anche un consigliere del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, sostiene che l’incontro della Casa Bianca su Gaza è volto a isolare ulteriormente la Striscia dalla Cisgiordania, così da liquidare il progetto nazionale palestinese.

Le organizzazioni umanitarie di Gaza hanno dichiarato di recente che più di 1000 palestinesi sono morti in seguito al blocco esercitato da Israele sull’area. Il coordinatore delle organizzazioni, Ahmad al-Kurd, ha spiegato che delle vittime, 450 sono decedute a causa del collasso della situazione sanitaria a Gaza, per esempio a causa della mancanza di rifornimenti di medicine o della mancanza di medici. I residenti della zona, inoltre, continuano a vere in una situazione disperata a causa della mancanza di acqua ed energia elettrica.

Il blocco su Gaza è stato imposto da Israele da giugno 2007, quando il Paese aveva imposto blocchi di tipo aereo, marittimo e via terra, in seguito alla vittoria di Hamas alle elezioni nell’enclave, l’anno prima. Inoltre, Israele controlla lo spazio aereo e le acque territoriali della Striscia di Gaza, così come 2 dei 3 attraversamenti di confine, l’ultimo dei quali è in mano alle autorità dell’Egitto. Per la maggior parte del tempo, i confini vengono tenuti chiusi, e in questo modo la situazione economica e umanitaria nell’area è ulteriormente peggiorata. Israele permette il passaggio nei suoi confini solamente per mezzo dell’attraversamento di Erez, e soltanto in casi umanitari eccezionali per casi medici urgenti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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