USA: Florida approva restrizioni sul possesso di armi da fuoco

Pubblicato il 10 marzo 2018 alle 9:46 in USA e Canada

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Il governatore della Florida, Rick Scott, un fedele alleato della National Rifle Association (NRA), ha approvato una legge che impone una serie di cambiamenti sui requisiti di detenzione delle armi.

Il documento, approvato venerdì 9 marzo, porta da 18 a 21 anni il limite minimo di età per prendere un’arma, ne impone un periodo di attesa di 3 giorni in seguito all’acquisto e permette ad alcuni impiegati nelle scuole, quali amministratori, consiglieri, bibliotecari e allenatori, di essere armati. Con quest’ultima decisione, la Florida si è allineata agli Stati di Georgia, Kansas, South Dakota, Tenneessee, Texas e Wyoming, che già permettono agli impiegati nelle scuole pubbliche di portare con se’ armi sul posto di lavoro. Secondo Reuters, alcuni hanno criticato questa decisione, poiché potrebbe aumentare il rischio di violenze armate e mettere in ulteriore pericolo gli studenti provenienti da minoranze.

La nuova legge permette altresì alla polizia di sequestrare temporaneamente qualunque tipo di arma da individui trattenuti in custodia per eventuali test sulla salute mentale. Nel caso in cui l’esito di tali esami confermasse la pericolosità del trattenuto, a causa di malattie mentali o comportamenti violenti, un tribunale sarà in grado di vietare il possesso di armi da fuoco all’individuo.

Nella legge non si regola, tuttavia, l’utilizzo di armi d’assalto, come quella utilizzata durante la strage del 14 febbraio a Parkland, in Florida. Nell’occasione, il 19enne Nikolas Kruz aveva ucciso 17 persone aprendo il fuoco in una scuola. In seguito alla sparatoria, i giovani sopravvissuti e i genitori delle vittime avevano cominciato una campagna contro le lobby delle armi, protestando perché si approvassero leggi più restrittive sulla loro detenzione. Il Senato della Florida aveva già discusso l’approvazione di una mozione di questo tipo sabato 3 marzo, ma i senatori non erano riusciti a trovare un compromesso.

Kristin Brown, co-presidente della Brady Campaign to Prevent Gun Violence, ha spiegato che altri 5 Stati americani, ossia Alabama, Kentucky, Pennsylvania, Rhode Island e Utah, hanno approvato ultimamente proposte di legge che rendono più facile, per le forze dell’ordine, confiscare armi da coloro che potrebbero essere soggetti a comportamenti violenti.

In risposta all’approvazione della legge, la National RIfle Association (NRA), un’associazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco negli Stati Uniti, ha aperto una causa legale federale contro la Florida per far revocare le nuove condizioni di acquisto di armamenti, spiegando che volano i diritti costituzionali americani. I membri della NRA, infatti, sostengono che il documento approvato da Scott non abbia validità, secondo quanto stabilito dal Secondo e dal Quattordicesimo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

In seguito alla sparatoria del 14 febbraio a Parkland, anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva affermato di voler introdurre maggiori controlli sulle armi. Con il suo discorso, trasmesso in diretta nazionale il 28 febbraio, il leader aveva stupito sia i repubblicani che i democratici, scatenando l’ira della National RIfle Association, che lo aveva supportato durante la sua campagna elettorale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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